La mancata maturità ossea che caratterizza bambini e adolescenti rende la lussazione traumatica della rotula un evento abbastanza comune, con una incidenza stimata in 60-150 casi ogni 100 mila persone l’anno. Spesso, inoltre, questa prima lussazione si associa a una condizione di instabilità rotulea che, nel tempo, può determinare delle recidive: sembra che il tasso di ri-dislocazione possa raggiungere anche il 70%.
Al momento il tipo di approccio terapeutico utilizzato dipende in larga parte dalla qualità delle cartilagini: se il trauma ha generato una lesione cartilaginea si opta per un intervento chirurgico di ricostruzione dei legamenti coinvolti, mentre se la cartilagine è sana, per un’azione conservativa.
In questo secondo caso si usa un tutore morbido per stabilizzare la rotula, proseguendo poi con un percorso riabilitativo ben strutturato. Al momento la letteratura non è ancora riuscita a definire quale tra i due approcci dia esiti migliori nel lungo periodo, in termini di funzionalità e stabilità rotulea. Per questo un team di ricerca svedese e statunitense ha allestito uno studio di follow up partendo da un precedente lavoro randomizzato e controllato che coinvolge 74 pazienti con dislocazione della rotula e immaturità ossea.
Gli outcome presi in considerazione
Come spesso avviene in questi casi, solo una parte dei partecipanti allo studio originario si sono resi disponibili per questo secondo lavoro: in tutto gli autori sono riusciti a intercettare e coinvolgere 46 pazienti, tutti con un follow up minimo di 10 anni. Di questi, 25 sono stati trattati in modo conservativo e 21 in modo chirurgico, tutti per via artroscopica per riparare il legamento patellofemorale mediale.
Gli outcome primari riguardano inoltre il tasso di ridislocazione e il tasso di successivi interventi di stabilizzazione della rotula. In particolare, il tasso di ridislocazione è stato classificato come “precoce”, per eventi avvenuti entro i 2 anni dalla prima lussazione, e “tardivo”, per eventi accaduti in seguito. Gli outcome secondari, invece, sono inerenti la funzionalità del ginocchio, l’attività svolta e il dolore percepito e sono stati calcolati con una serie di misure di esito riferite dal paziente, in particolare: il Knee injury and Osteoarthritis Outcome Score per bambini, per la funzionalità; la scala Kujala Anterior Knee per il dolore; lo score Tegner Activity per l’attività.
Gli autori hanno anche tenuto conto di una serie di fattori anatomici che aumentano il rischio di instabilità della rotula, già verificati nello studio originario: profondità trocleare <3 mm; inclinazione laterale della rotula ≥20°; distanza elevata tra tuberosità tibiale e solco trocleare (TT-TG) ≥15 mm; indice di Caton-Deschamps ≥1,2,7 e indice di Insall-Salvati >1,3 per valutare l’altezza della rotula. Una volta raccolti tutti i dati, gli autori hanno messo a confronto i risultati a 10 anni di follow up dal primo evento traumatico, cercando differenze tra i due gruppi.
Lo studio non riesce a individuare grandi differenze tra i due tipi di approccio
Il primo esito da evidenziare è che i pazienti trattati con tutore presentano un tasso di ridislocazione maggiore di quelli sottoposti a intervento riparativo, soprattutto per quanto riguarda la ridislocazione precoce, dove la differenza tra i due gruppi è rispettivamente del 52% contro il 29%. In seguito le differenze si appianano. In ogni caso, sebbene le differenze percentuali sembrino elevate, esse perdono di significato dal punto di vista statistico.
Generalmente, gli esiti dei diversi indici misurati sono simili in entrambi i gruppi, anche dividendo i soggetti che hanno subito una seconda lussazione dagli altri: nel primo caso si osservano esiti peggiori nel Knee injury and Osteoarthritis Outcome Score, in particolare nelle sottosezioni relative al dolore e alla qualità di vita, e nel Kujala scores.
Per concludere, anche questo studio non riesce a evidenziare quale sia il miglior approccio da utilizzare in presenza di lussazione traumatica primaria in presenza di immaturità ossea: la decisione è ancora lasciata alle competenze dello specialista.
Von Heideken J, Arendt E, Askenberger M. Long-term Outcomes of Knee Brace Versus Operative Medial Patellofemoral Ligament Repair in Children With First-Time Traumatic Patellar Dislocation: A 10-Year Follow-up From Skeletal Immaturity to Adulthood. Orthop J Sports Med. 2026. doi: 10.1177/23259671261432589.


