L’uso del corsetto nella gestione della scoliosi è oramai riconosciuto come importante a livello globale, anche se con alcune differenze di pensiero. Se dotato di sensori, il corsetto può diventare un utile alleato anche nella rilevazione dei cambiamenti biomeccanici che si verificano a carico della colonna, cosa che consente di conoscere meglio la scoliosi del paziente e, quindi, di stabilire dei percorsi terapeutici ancora più personalizzati.

Recentemente la rivista Sensors ha pubblicato uno studio pilota polacco che valuta proprio l’efficacia di un corsetto smart, dotato di sensori di forza, nel rilevare la biomeccanica della colonna di 3 ragazze affette da diversi tipi di scoliosi idiopatica: una paziente di 13 anni presenta una singola curva scoliotica con angolo di Cobb 25°, a carico del segmento T11-L4; una paziente di 11 anni con 2 curve scoliotiche, una destra a livello di T7-T12, con angolo di Cobb 22° e una sinistra, a livello di T12-L3, con angolo di Cobb 18°; Una paziente di 12 anni, con scoliosi idiopatica di II grado e 2 curve, una toracica destra di 27° e una lombare sinistra, di 33°, entrambe con una rotazione vertebrale di grado 2. Le pazienti hanno seguito percorsi terapeutici differenti, ma al momento dello studio indossavano una corsetto h23.

I sensori utilizzati

Date le differenti caratteristiche della scoliosi di queste pazienti, anche i corsetti presentano differenze. Innanzitutto, i corsetti usati sono in monoscocca rigida, costruiti seguendo il concetto del corsetto Chêneau. Ogni corsetto è stato arricchito di 4 sensori di forza flessibili, così da poter registrare la distribuzione della pressione di correzione della curva.

Ogni sensore ha una accuratezza di 1 Newton e registra dati a 1 Hz. I sensori sono stati distribuiti in regioni anatomiche simili, anche se con differenze nelle 3 pazienti dovute alle loro caratteristiche: un sensore è stato posizionato nella parete toracica anteriore sinistra, per monitorare le forze agenti sulla parte superiore del tronco; un sensore è stato posizionato sotto la scapola destra, vicino alla colonna vertebrale, per registrare le forze vicino all’apice della curvatura e per valutare la rotazione della colonna; un altro sensore è stato posizionato sotto la scapola destra, lateralmente, per rilevare le variazioni di pressione all’interno della regione di deformità laterale; un sensore è stato posizionato sotto la scapola sinistra, in posizione opposta alla curvatura principale, fornendo informazioni complementari sulla distribuzione delle forze su entrambi i lati del tronco. Vediamo i risultati ottenuti.

Esiti dello studio

Gli autori hanno utilizzato i dati registrati dai sensori innanzitutto per valutare l’aderenza terapeutica delle pazienti. Altri aspetti considerati sono l’attività delle pazienti e i risultati radiologici, valutati con la misurazione dell’angolo di Cobb. Lo studio pone in evidenzia l’importanza dell’aderenza al periodo di indossamento prescritto per ottenere una uniformità delle forze correttive e, quindi, esiti positivi.

Delle 3 pazienti, solo una ha indossato il corsetto, per 22 ore al giorno, e la distribuzione delle forze correttive è stata consistente. Le altre due hanno indossato il corsetto per il 35% e il 61% del tempo richiesto, il che ha portato le forze correttive a essere irregolari, se non assenti per alcuni periodi.

Gli effetti sull’angolo di Cobb delle curve scoliotiche sono evidenti: la paziente che ha usato il corsetto come indicato, infatti, presenta a 12 mesi dall’inizio della terapia miglioramenti consistenti nelle curve. La prima paziente, con soli il 35% del tempo di indossamento, è quella che presenta una distribuzione delle forze correttive più disomogenea.

Lo studio è stato in grado di dimostrare, inoltre, che la distribuzione delle forze correttive dipende anche dalle attività quotidiane portate avanti dalle pazienti, permettendo di avere una visione reale di ciò che accade.

Tymińska-Wójcik P, Zaborowska-Sapeta K, Giżewski T. Application of a Smart Orthosis in the Treatment of Idiopathic Scoliosis-A Pilot Case Study. Sensors (Basel). 2026. doi: 10.3390/s26103169

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