Ogni anno, circa 85 persone di età compresa tra i 16 e i 39 anni incorrono in una lesione dei legamenti crociati anteriori. Tra questi, molti sono atleti. La letteratura è ricca di studi incentrati sui fattori di rischio che aumentano la probabilità di lesionare questi legamenti, evidenziando anche l”importanza delle caratteristiche morfologiche. Per esempio, è noto che soggetti con un volume e una larghezza minore dell’incisura femorale, un aumento dell’inclinazione tibiale e una diminuzione della congruenza tibiofemorale presentano un rischio maggiore di incorrere in una lesione del legamento crociato anteriore. Un recente studio turco, pubblicato su BMC Musculoskeletal Disorders, si concentra in particolare sull’area dell’incisura femorale. Gli autori afferiscono alla Facoltà di Medicina dell’Università di Niğde Ömer Halisdemir.
Parametri presi in considerazione
Lo studio è retrospettivo e interamente condotto all’interno della Clinica Ortopedica e Traumetologica dell’Università di Niğde. I pazienti coinvolti sono 68, quasi totalmente maschi. Per ogni paziente gli autori avevano a disposizione informazioni di carattere morfologico e misure di outcome riferite dal paziente. Gli score utilizzati, valutati ad almeno 2 anni dall’intervento, sono l’International Knee Documentation Committee score, il Knee Injury and Osteoarthritis Outcome Score e la Tegner Activity Scale.
Il lavoro è stato quindi di cercare correlazioni tra i valori degli score e le caratteristiche morfologiche della zona. In particolare, gli autori hanno preso in considerazione l’altezza e la larghezza della fossa condilare, la larghezza bicondilare, l’indice della larghezza della tacca, l’angolo dell’incisura intercondiloidea e l’area dell’incisura femorale, l’inclinazione tibiale posteriore laterale e l’inclinazione tibiale posteriore mediale. Gli autori hanno poi tenuto in considerazione anche l’analisi dell’affidabilità inter- e intraosservatore.
I risultati confermano l’importanza dell’area dell’incisura femorale
Le analisi statistiche effettuate trovano una correlazione negativa tra il BMI dei pazienti, valore dello score International knee documentation committee e la Scala di attività di Tegner, che indica il livello di attività fisica effettuata dal paziente sportivo con problematiche al ginocchio.
Inoltre, lo studio individua diverse correlazioni statisticamente significative tra area dell’incisura femorale, score International knee documentation committee, Knee Injury and Osteoarthritis Outcome Score e Scala di attività di Tegner.
Ma qual è la soglia limite sopra la quale gli esiti della riparazione dei crociati anteriori non ottiene buoni risultati? Gli autori l’hanno calcolata in 42,2 mm², valore che si associa a un outcome di International knee documentation committee favorevole, ovvero superiore o uguale a 75,9. La possibilità di associare caratteristiche morfologiche del paziente a esiti probabili è fondamentale per poter sviluppare, nel tempo, degli approcci personalizzati e introdurre negli interventi di riparazione anche piccole correzioni anatomiche che aumentino la possibilità di esito positivo.
Yağar, H., Ekiz, S., Gökalp, A.Y. et al. Association between femoral notch area and patient-reported outcomes after anterior cruciate ligament reconstruction. BMC Musculoskelet Disord (2026). https://doi.org/10.1186/s12891-026-09788-9


