La lesione del legamento crociato anteriore è particolarmente frequente nella popolazione mondiale, con picchi di incidenza negli sportivi, amatoriali, agonisti e professionisti. Gli sport maggiormente associati a questa lesione sono quelli che richiedono cambi di direzione improvvisi, come il calcio e la pallacanestro, decelerazioni, salti e che possono favorire scontri diretti.

Poco più della metà degli degli atleti che subiscono una lesione al crociato anteriore tornano a praticare a livelli competitivi, ma non senza un aumento del rischio di incorrere in una recidiva: secondo la letteratura, si parla di un rischio 15 volte maggiore a chi non ha mai lesionato il legamento crociato anteriore.

Le recidive spesso avvengono senza bisogno che vi sia un contatto fisico. Sono favorite da un processo di guarigione incompleto del legamento e, si ipotizza, anche da qualche carenza riabilitativa. Per questo un recente studio, pubblicato su Scientific Reports, indaga il ruolo della riabilitazione pre-riparazione chirurgica del crociato anteriore sugli outcome funzionali. Condotto da un team di ricerca tedesco, lo studio è randomizzato controllato.

Caratteristiche dell’allenamento preoperatorio

Gli autori sono partiti da 114 pazienti, dei quali solo 56 sono arrivati a fine studio, seguendo tutto il follow-up. I partecipanti sono stati suddivisi in 2 gruppi: quello di intervento, sottoposto a un allenamento preparatorio all’intervento, e quello di controllo, cui è stato richiesto di effettuare un allenamento a casa, seguendo alcune indicazioni scritte.

L’allenamento pre-operatorio consisteva in 2 allenamenti settimanali da 60 minuti e da un ulteriore sostegno con esercizi domiciliari. Le sessioni sono costituite da esercizi di mobilizzazione dell’articolazione, esercizi per migliorare il controllo neuromuscolare dei quadricipiti, esercizi per migliorare la stabilità posturale e l’equilibrio ed esercizi di rinforzo muscolare, focalizzati in particolare sui flessori e gli estensori del ginocchio, sugli abduttori, sui flessori plantari.

Volume, intensità e tipologia dell’esercizio cambiano nel tempo in base ai miglioramenti. Tutto il resto del percorso, dall’intervento alla riabilitazione postoperatoria sono stati condotti con le stesse modalità per tutti i partecipanti.

La riabilitazione preoperatoria sembra migliorare gli outcome postoperatori

Il principale parametro utilizzato dagli autori come verifica dell’outcome operatorio è l’indice knee injury and osteoarthritis outcome score. Il confronto tra i due gruppi consente di evidenziare un miglioramento maggiore nelle funzionalità preoperatorio nel gruppo sottoposto a intervento pre-abilitativo, rispetto al gruppo di controllo e ai soli esercizi domiciliari. I risultati di KOOS collezionati durante il follow up sembrano suggerire, similmente a quanto avviene prima dell’intervento, che un percorso personalizzato e guidato di esercizio preoperazione consenta di ottenere miglioramenti maggiori durante il post-operatorio. Queste indicazioni vanno però confermate in studi più ampi.

Abel R, Niederer D et al. Effectiveness of exercise prehabilitation before anterior cruciate ligament reconstruction on functional outcomes – A single-blinded randomized controlled trial. Sci Rep 16, 8962 (2026). https://doi.org/10.1038/s41598-026-41576-2

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