L’epidemiologia delle fratture da stress è abbastanza chiara quando si parla di adulti e, in particolare, di atleti e militari. Sappiamo, per esempio, che le fratture da stress rappresentano circa il 20% di tutte le lesioni correlate allo sport. Meno indagata è, al momento, la frattura da stress in pazienti pediatrici e adolescenti, sebbene il loro scheletro in formazione li renda soggetti a rischio.

In Cina, inoltre, lo sport e il fitness sono parte integrante e importante del sistema scolastico, per cui i giovani studenti sono facilmente sottoposti a stress a carico del sistema scheletrico.

Per questa ragione, un team di ricerca del Dipartimento di Ortopedia Pediatrica del Third Hospital dell’Università di Medicina di Hebei ha avviato uno studio ad hoc, prendendo in considerazione i pazienti ammessi per fratture da stress. Obiettivo del lavoro è capire quali sono i soggetti più a rischio e quali le ossa più colpite, anche per favorire lo sviluppo di strategie adeguate da parte del sistema sportivo e scolastico.

Un problema abbastanza diffuso

Gli autori dello studio, pubblicato sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research, hanno preso in considerazione un arco temporale di 8 anni, dal 2017 al 2024, durante il quale sono stati trattati per frattura da stress 726 pazienti, di età media 14 anni. La prima informazione che emerge dall’analisi dei dati è che il tasso di frattura da stress in questa fascia della popolazione è aumentata tra il 2017 e il 2022, passando da 8,09 per 100.000 a 38,98 per 100.000, probabilmente in seguito ad alcuni cambiamenti nella politica scolastica cinese.

Dal 2022 al 2024 questo tasso annuale è sceso, attestandosi comunque su 23,98 per 100.000. Gli autori hanno suddiviso i pazienti inclusi in 3 sottogruppi, in base all’età: 6-11 anni, 12-15 anni e 16-18 anni. La seconda categoria è quella più soggetta a fratture da stress, con una percentuale rappresentativa del 78,24% di tutti i casi considerati.

Alcuni altri dati epidemiologici

Le analisi effettuate hanno permesso di individuare l’osso a maggior rischio: la tibia. L’86,06% dei pazienti inclusi nello studio presenta infatti una frattura a quest’osso. Altre sedi interessate sono il femore distale (10,61%), i metatarsi (3,58%), il perone (1,52%) e tibia-perone insieme (1,24%).

Gli autori hanno inoltre osservato una forte influenza del genere rispetto alla sede di frattura della tibia. Più nel dettaglio, i maschi fratturano più facilmente la tibia prossimale, mentre le femmine la tibia centrale e distale. Può essere che ciò dipenda dai tipi di sport praticati o da vere differenze anatomiche e fisiologiche. Per quanto riguarda il processo diagnostico, i dati evidenziano un maggior uso della risonanza magnetica rispetto alla tomografia computerizzata e alla sola radiografia.

Differenze rispetto ai dati occidentali

Nello studio, gli autori affrontano un punto interessante: le differenze emerse rispetto alla epidemiologia nota nella stessa fascia di età in Occidente. La prima riguarda la fascia di età: in Occidente, le fratture da stress si verificano più frequentemente negli studenti delle scuole superiori e del college, mentre qui siamo in una fascia di età più bassa.

Inoltre, normalmente le donne incorrono in fratture da stress più frequentemente dei maschi. Gli autori forniscono una possibile spiegazione nelle diverse politiche sportive giovanili dei diversi Paesi e nella minor partecipazione, in Cina, delle ragazze agli sport da alto impatto. Da ultimo, si ricorda che questi dati riguardano solo la popolazione trattata dall’Ospedale promotore dello studio. Sarebbe interessante allargarlo ad altre aree della Cina.

Pei X, Cao J, Su Y et al. Epidemiology and anatomical distribution of stress fractures in children and adolescents: an 8-year retrospective study. J Orthop Surg Res (2026). https://doi.org/10.1186/s13018-026-06768-6

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