Siamo abituati a reputare le fratture dell’anca una conseguenza della fragilità ossea e dell’osteoporosi associate al processo d’invecchiamento, eppure nella casistica rientrano anche pazienti che non hanno ancora raggiunto la terza età. Una nuova ricerca pubblicata su Scientific Reports suggerisce come, tra i fattori che concorrono ad anticipare questo tipo di fratture, vi sia anche l’abuso di alcol, che potrebbe anticipare di diversi decenni il rischio di andare incontro a una frattura dell’anca.

L’indagine, condotta da ricercatori del Karolinska Institutet e di altre strutture svedesi, ha monitorato una vasta popolazione per quasi mezzo secolo, riscontrando un’associazione particolarmente marcata tra ricoveri correlati a elevato consumo di alcol e rischio di frattura dell’anca prima dei 70 o 80 anni.

Quarantasette anni di osservazione

Nello specifico, la ricerca ha coinvolto 10.043 uomini e donne residenti nell’area di Stoccolma che, all’inizio dello studio (tra il 1969 e il 1970) avevano un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. I partecipanti sono stati seguiti fino al 2016, fino a quando avevano 65-72 anni, attraverso i registri sanitari nazionali (National Patient Register).

Gli studiosi hanno considerato sia i ricoveri per frattura dell’anca sia quelli associati a diagnosi indicative di consumo cronico ed elevato di alcol, come dipendenza alcolica, epatopatia alcolica, miopatia alcolica o altre condizioni direttamente correlate all’abuso. Nel corso del follow-up, 151 partecipanti hanno riportato almeno una frattura dell’anca, mentre 450 sono stati ricoverati almeno una volta per una condizione correlata a elevato consumo di alcol.

Un rischio decisamente aumentato

L’analisi dei dati ha mostrato che i soggetti con una precedente diagnosi ospedaliera legata all’alcol presentavano una probabilità significativamente maggiore di andare incontro a una frattura dell’anca rispetto ai partecipanti senza questa storia clinica. Nelle donne il rischio risultava circa 4,6 volte più elevato, mentre negli uomini era addirittura di 7,7 volte superiore. 

Tra i 24 partecipanti che avevano sperimentato sia una diagnosi correlata all’alcol sia una frattura dell’anca, nell’80% dei casi il problema legato all’alcol era comparso prima della frattura, rafforzando ulteriormente il legame temporale tra i due eventi.

Per gli autori, l’associazione osservata è più forte di quella riportata in molti studi precedenti. Oltre al lungo periodo di osservazione, «il punto di forza del nostro studio è la misura oggettiva del consumo di alcol, poiché il consumo di alcol auto-riferito non è una fonte affidabile di informazioni e spesso sottovalutato», hanno commentato. L’indagine infatti non si è basata su questionari o dichiarazioni dei partecipanti, bensì su diagnosi ospedaliere documentate, che identificano verosimilmente le forme più gravi e prolungate di abuso.

Dietro le quinte del problema

Quali potrebbero essere i meccanismi alla base di questa associazione? Da un lato, spiegano gli studiosi, c’è un effetto diretto dell’alcol sul tessuto osseo: la sostanza favorisce il riassorbimento dell’osso e ne ostacola la formazione, contribuendo nel tempo alla perdita di massa ossea. Dall’altro, può aumentare il rischio di cadute e traumi, soprattutto nei casi di consumo elevato e protratto nel tempo.

Gli autori sottolineano inoltre che, concentrandosi su soggetti ancora relativamente giovani, è possibile che il peso di fattori modificabili come l’abuso di alcol emerga con maggiore evidenza rispetto a quanto avviene nelle fasce di età più avanzate, nelle quali l’osteoporosi legata all’invecchiamento rappresenta il principale determinante del rischio di frattura.

Un fattore di rischio da non trascurare

Pur con alcuni limiti, tra cui l’assenza di informazioni sul fumo e la possibilità che alcuni forti consumatori di alcol non siano mai stati ricoverati, lo studio offre una delle analisi più solide finora disponibili sul tema. Uno dei punti deboli resta però la difficoltà oggettiva di definire e studiare la variabile “alto consumo di alcol” e saranno necessarie ricerche ulteriori ricerche, pulite da fattori come per esempio i pregiudizi, per confermare le associazioni rilevate.

I risultati raccolti finora suggeriscono l’importanza di considerare il consumo eccessivo di alcol come un fattore di rischio per la salute muscolo-scheletrica prima della vecchiaia; un aspetto che potrebbe trovare spazio nelle strategie di prevenzione rivolte alle persone più giovani. 

Elleby C, Skott P, Johansson SE, et al. High alcohol consumption and early hip fracture risk in men and women. Scientific Reports. 2026. doi: 10.1038/s41598-026-43095-6.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here