Il dolore di spalla, che sia legato a una patologia o classificabile come aspecifico, è al terzo posto per incidenza tra le affezioni del sistema muscolo-scheletrico ed è una condizione che colpisce soprattutto le donne e le persone anziane. In quest’ultima fascia della popolazione il dolore alla spalla si associa a minore indipendenza, scarsa vita sociale, depressione, minor movimento generale e minor uso degli arti inferiori. I costi diretti e indiretti associati a questa condizione sono elevati.
Tra le soluzioni terapeutiche utilizzate sui pazienti che soffrono di dolore di spalla c’è l’esercizio terapeutico, individuale o di gruppo. Un recente studio australiano valuta gli effetti di un programma di esercizi per l’arto superiore da effettuare a casa sulla funzionalità della spalla, confrontandone gli esiti con quelli ottenuti con un programma simile, ma focalizzato su esercizi per l’arto inferiore. I partecipanti sono pazienti over 65 appartenenti a una stessa comunità.
Pubblicato su Plos One, lo studio è coordinato dal Servizio di promozione della salute del Distretto sanitario locale di Illawarra Shoalhaven, nel Galles del Sud, Australia, e vede la partecipazione di diversi enti, sanitari e non, tra cui anche l’Università di Sidney.
Caratteristiche dello studio
Lo studio, randomizzato e controllato, coinvolge 617 partecipanti, divisi casualmente in due gruppi: 307 hanno seguito un programma di esercizi per l’arto superiore, focalizzato su forza, mobilità e funzionalità; 310 hanno seguito un programma di esercizi per l’arto inferiore, focalizzati su equilibrio e rinforzo. A entrambi i gruppi è stato richiesto di eseguire gli esercizi 3 volte la settimana, per 12 mesi di fila.
Anche se tutti i partecipanti sono stati adeguatamente istruiti in presenza sull’esecuzione degli esercizi, il team ha fornito loro anche un apposito manuale con illustrazioni e istruzioni dettagliate per eseguire ogni esercizio. Gli esercizi per l’arto superiore sono stati eseguiti in posizione seduta. Gli outcome presi in considerazione dagli autori sono: la funzionalità dell’arto superiore, misurata con il questionario auto-riferito Disabilities of the Arm, Shoulder, and Hand; il range of motion della spalla; la qualità di vita; l’attività fisica. Vediamo i risultati ottenuti.
Nessuna differenza tra i due gruppi
Lo studio non individua alcuna differenza tra i due gruppi in nessuno degli outcome presi in considerazione. Alla fine dei 12 mesi di allenamento i partecipanti del primo gruppo di studio avevano un range of motion simile a quello dei partecipanti al gruppo di allenamento degli arti inferiori; lo stesso si può dire anche per gli score associati al questionario Disabilities of the Arm, Shoulder, and Hand, per la qualità di vita e per l’attività fisica.
Tutto sembra essere simile. Gli autori concludono che il programma di esercizi testato è inefficacie per migliorare la condizione della spalla nei soggetti coinvolti. Tuttavia, questo esito permette di mettere in evidenza alcuni punti deboli dello studio, da tenere presente quando si allestisce uno studio simile.
Il più importante, probabilmente, è che i partecipanti hanno avuto pochissima supervisione durante l’intero iter dello studio, il che significa che non necessariamente hanno seguito l’indicazione di progressione della difficoltà degli esercizi nel corso del tempo; inoltre, gli autori hanno valutato una esecuzione di 2 volte la settimana, invece delle 3 richieste. È possibile che con una maggiore supervisione gli esiti sarebbero stati differenti.
Bates A, Sherrington C, Furber S, et al. Effectiveness of a home-based exercise program for improving upper limb function in community-dwelling older people: A pragmatic randomized controlled trial. PLoS One. 2026. doi: 10.1371/journal.pone.0348567.


