ìAl giorno d’oggi le attività sportive, soprattutto se agonistiche, sottopongono gli atleti a sessioni di allenamento molto intense, spesso a cavallo di una gara. Alcuni di questi allenamenti, inoltre, possono determinare lesioni a carico della muscolatura. Il recupero post allenamento deve quindi essere considerato alla stregua dell’allenamento, perché in sua mancanza l’atleta rischia di non poter dare il massimo di sé nella gara.
Tra le strategie utilizzate per accelerare il recupero c’è la crioterapia, utile anche perché semplice da attuare. Una recente revisione della letteratura, condotta dall’Università Capital di Educazione Fisica e Sports di Beijing, cerca di capire se l’approccio crioterapico sia davvero efficace nel recupero muscolare di atleti sani.
In particolare, il lavoro si concentra sull’uso one-shot dell’immersione della muscolatura in acqua fredda. La revisione tiene conto solo di studi randomizzati controllati, in cui l’uso della crioterapia è confrontata con un gruppo di controllo che non viene sottoposto ad alcuna pratica.
Crioterapia in acqua fredda: bene, ma non sempre
La revisione si basa su 22 studi, individuati tra Pubmed, Embase, Web of Science e la Cochrane Library, per un totale di 375 partecipanti. Tutti i lavori utilizzano, come score di esito, la scala analogica visuale, la contrazione isometrica volontaria massimale, il salto con contro-movimento e la misurazione della creatina chinasi. Tali valori sono stati misurati almeno 1 volta nei seguenti punti temporali: subito dopo l’immersione, a 24, 48 o 72 ore dalla stessa.
La valutazione degli esiti ottenuti negli studi coinvolti evidenzia che l‘immersione in acqua fredda dopo l’esercizio fisico esercita degli esiti specifici. Per esempio, non ha alcun effetto sulla contrazione isometrica volontaria massimale, mentre può ridurre il dolore provato dal soggetto, anche se occorre prestare attenzione a questa interpretazione, per grande eterogeneità negli studi.
Inoltre, in alcuni casi può addirittura compromettere in modo transitorio le prestazioni esplosive immediata, dal che gli autori suggeriscono di non utilizzarla se l’atleta deve tornare rapidamente in campo. Al contrario, potrebbe essere utile per favorire un recupero della sintomatologia e la prontezza dell’atleta per il giorno successivo. Gli esiti della pratica sulla misurazione della creatina chinasi sono da prendere con cautela, a causa dell’eterogeneità degli studi e dei bias individuati nelle pubblicazioni.
Fonte: Zhu Y, Yang L, Liu T, et al. Temporal dynamics of muscle strength recovery following acute cold-water immersion: a systematic review and meta-analysis. PeerJ. 2026. doi: 10.7717/peerj.21537.


