Training neuroreattivo, allenare il cervello all’imprevedibile per risultati fisici, mentali e metabolici

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L’italiana Reaxing ha lanciato il primo protocollo di training neuroreattivo associato ad appositi macchinari: si tratta di una nuova metodologia che poggia le basi sul principio di allenare mente e corpo a impulsi improvvisi che possono verificarsi nel quotidiano per ridurre gli infortuni e migliorare le capacità di risposta.

Questo protocollo si rivolge al vasto pubblico, ivi inclusi coloro che presentano patologie neurodegenerative e cognitive, ponendo al centro dell’attività il cervello e non i muscoli.

Abituare il corpo e la mente a reagire agli impulsi improvvisi che possono verificarsi nella vita quotidiana è il principio cardine del nuovo training ideato da Reaxing un’innovativa metodologia per stimolare una migliore risposta agli imprevisti e ridurre gli infortuni soprattutto per coloro che presentano un declino cognitivo o neurodegenerativo.

Programmi e macchinari per il training neuroreattivo

Reaxing, oltre a programmi di allenamento produce macchinari per il training neuroreattivo basati su di una tecnologia proprietaria, certificata da 7 brevetti.
Si tratta di treadmill, panche e altre attrezzature presenti in centri riabilitativi, strutture mediche e in palestra ma che poggiano su una tecnologia innovativa che fornisce, durante il gesto motorio, impulsi sensoriali improvvisi per forzare l’utilizzatore a reagire.
Difatti, i prodotti Reaxing sono in grado di attivare contemporaneamente e in modo molto più efficace il sistema sensoriale e neuromotorio, con migliori risultati fisici, mentali e metabolici.

Il protocollo ed i prodotti Reaxing si rivolgono a un pubblico vasto e vengono utilizzati sia nell’ambito del trattamento di patologie neurodegenerative sia in ambito fisioterapico.
La metodologia e la tecnologia Reaxing consentono di effettuare training di natura propriocettiva, cognitiva e neurofunzionale.

Come funziona il training

Alla base del training il principio secondo il quale il movimento umano non è soltanto un fenomeno muscolare ma il frutto dell’interazione continua tra sistema nervoso centrale e sistema sensoriale.

«Il concetto innovativo consiste quindi nel passare dall’allenamento puramente muscolare, con movimenti addirittura guidati, e/o puramente cardiovascolare, con gesti ciclici ripetuti perfettamente identici a sé stessi, all’allenamento neuroreattivo, per migliorare la qualità della vita facendo della prevenzione una macchina del tempo.
Questo tipo di allenamento si definisce allenamento neuroreattivo, in quanto comporta uno spostamento del focus della seduta di allenamento dai muscoli all’intero corpo, agente come sistema integrato delle sue varie componenti, considerando tra queste la capacità elaborativa del cervello senso-motorio come fulcro del benessere fisico», ha spiegato il dott. Marco De Angelis, professore dell’Università dell’Aquila, Dipartimento Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologie.

Si tratta di una metodologia che permette di intervenire anche su demenze, declino cognitivo, morbo di Parkinson, lesioni cerebrali traumatiche e sclerosi multipla.

«Al Pacific Neuroscience Institute, abbiamo creato la prima “palestra clinica del cervello” per fornire dual-tasking ed exergaming clinico a individui con decadimento cognitivo lieve, demenza, declino cognitivo soggettivo, morbo di Parkinson, lesioni cerebrali traumatiche e sclerosi multipla», ha sostenuto Ryan Glatt del Pacific Neuroscience Institute di Los Angeles.

«Le tecnologie per l’esercizio fisico e la riabilitazione devono replicare le sfide della vita quotidiana che molti individui possono affrontare come imprevedibilità, distrazione, casualità, superfici instabili e spostamento di pesi, al fine di sviluppare le cosiddette abilità aperte.
I prodotti Reaxing pongono una domanda più realistica sul corpo e creano un intervento adattivo che si traduce in esperienze del mondo reale», ha enfatizzato E. Richard S.Katz, presidente della California Physical Therapy Association.