Gli esoscheletri sono i dispositivi più complessi oggi in fase di studio e produzione per il potenziamento delle funzioni motorie degli arti superiori e inferiori, tanto in ambito lavorativo quanto in ambito medico.

Grazie alle loro caratteristiche, questi dispositivi sono già utilizzati a livello riabilitativo per favorire la ripresa del passo in varie categorie di pazienti e un giorno potrebbero essere usati anche nella vita quotidiana per restituire autonomia motoria ai pazienti che avessero perso in parte o del tutto l’uso di braccia e/o gambe.

Uno degli aspetti da migliorare, al momento, è la capacità dell’esoscheletro stesso di muoversi in concordanza con il desiderio del soggetto, di fatto divenendone un prolungamento robotico.

Un recente studio cinese, condotto dal College of Electrical Engineering della Guangxi University (Nanning Guangxi) e dal Shenzhen Institutes of Advanced Technology (Shenzhen), ha presentato un esoscheletro che viene di fatto guidato nei suoi passi dai segnali elettromiografici superficiali della persona che lo indossa, segnali che vengono riconosciuti da una support vector machine (SVM).

Più nel dettaglio, la dinamica del passo dell’esoscheletro viene stabilita in base ai segnali raccolti, che indicano quale è il movimento che vuole effettuare il soggetto.
Lo studio, il cui scopo è di realizzare un esoscheletro riabilitativo più efficace, ha verificato anche che il movimento prodotto dall’esoscheletro fosse stabile, per garantire la sicurezza del paziente.
Secondo gli autori, il modello proposto non solo funziona, ma potrebbe rendere più sicuro e rapido il percorso riabilitativo.

Stefania Somaré

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