La chirurgia robot-assistita si sta diffondendo in molti ambiti della medicina ed è utilizzata anche per l’artroplastica totale di ginocchio (RATKA, Robotic-Arm Assisted Total Knee Arthroplasty).
Esistono studi in letteratura sulla curva di apprendimento nel primo mese di utilizzo del robot da parte dei chirurghi ortopedici, ma nessuno che vada oltre questo arco temporale.
Il 24 agosto è stato pubblicato uno studio statunitense che ha messo a confronto le prestazioni operatorie di un singolo chirurgo in tre diversi momenti della sua esperienza con la chirurgia robotica: all’inizio, a sei mesi e a un anno (Marchand KB, Ehiorobo J, Mathew KK, Marchand RC, Mont MA. Learning Curve of Robotic-Assisted Total Knee Arthroplasty for a High-Volume Surgeon [published online ahead of print, 2020 Aug 24]. J Knee Surg. 2020;10.1055/s-0040-1715126. doi:10.1055/s-0040-1715126).

Sono stati considerati anche interventi con metodo tradizionale.
Dal punto di vista tecnico, i pazienti della coorte a 6 mesi e a 12 mesi hanno ricevuto una protesi non cementificata, mentre la coorte iniziale, composta da 22 pazienti, hanno ricevuto una protesi cementificata.
La coorte manuale era composta da 60 casi non cementificati.

Le curve d’apprendimento sono state create a partire dai tempi operatori medi e da quelli individuali e dimostrano che con il tempo le capacità del chirurgo di utilizzare il robot operatorio migliorano, consentendo una riduzione dei tempi operatori che invece inizialmente aumentano.
Lo studio suggerisce, quindi, che con il tempo la tecnica robotica può velocizzare gli interventi di protesizzazione, con vantaggi in termini di organizzazione del planning operatorio.

Stefania Somaré

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