La letteratura offre oggi molte evidenze rispetto al ruolo correttivo che può avere il corsetto nei pazienti con scoliosi idiopatica. Un uso tempestivo e corretto di questo tutore può infatti rallentare la progressione della curva scoliotica, evitando di dover sottoporre il paziente a un intervento di fissazione vertebrale. Tuttavia, per essere davvero efficace il corsetto deve essere spesso indossato a tempo pieno per un lungo periodo di tempo. Non tutti i pazienti riescono a sostenere questa dose terapeutica.

Un recente studio italiano, condotto dall’Università Internazionale di Scienze della Salute di San Camillo, dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dalla Fondazione Campus Bio-Medico di Roma, indaga il ruolo del genere nell’aderenza terapeutica al corsetto dei pazienti affetti da scoliosi idiopatica. Pubblicato su Spine Deformity, questo lavoro retrospettivo si base su un campione di 62 pazienti.

I maschi mostrano una aderenza terapeutica maggiore delle ragazze

Tutti i soggetti coinvolti nello studio hanno indossato un corsetto Cheneau per un periodo minimo di 24 mesi. Gli autori hanno valutato l’aderenza dei partecipanti a ogni singolo incontro routinario di follow-up, registrando anche le caratteristiche radiografiche e comportamentali di ogni soggetto. Tutti i dati raccolti sono stati, infine, analizzati statisticamente, per individuare associazioni tra il genere e l’aderenza terapeutica.

Gli autori hanno potuto osservare che i ragazzi sono più inclini a seguire le indicazioni dello specialista, indossando il corsetto per tutto il tempo richiesto. Le ragazze, al contrario, sembrano partire bene, per poi ridurre l’aderenza terapeutica gradualmente, nel tempo.

Lo studio non evidenzia le ragioni di questa diversità, ma si può supporre che le ragazze siano più inclini a smettere l’indossamento del corsetto per questioni estetiche. Quale che sia la ragione, lo studio conferma anche che il peggioramento dell’angolo di Cobb nel corso dei diversi follow up si associa a una minore aderenza terapeutica.

Il ruolo dello sport

Lo studio conferma anche che i pazienti coinvolti in un’attività sportiva organizzata o in una ginnastica posturale, tendono a dimostrare la maggior aderenza terapeutica, mentre i partecipanti inattivi sono meno aderenti al programma terapeutico: si parla, rispettivamente, di una aderenza del 77,8% contro una del 55%. Anche in questo caso, gli autori non forniscono una motivazione al dato evidenziato.

Si può supporre che l’abitudine alla disciplina, insita nello sport, possa favorire nei pazienti una maggiore inclinazione a indossare il corsetto, semplicemente perché consapevoli del suo utilizzo. Sarebbe interessante indagare le ragioni psicologiche sottese a questi risultati.

Costici, E., De Salvatore, S., Russo, R. et al. Gender-related differences in brace adherence among adolescents with idiopathic scoliosis. Spine Deform. 2026. Doi: 10.1007/s43390-026-01417-8.

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