Una volta prescritti, i tutori di piede-caviglia devono essere adeguati alla scarpa indossata dal paziente, in particolare per assicurarsi che l’allineamento dello stelo sia ottimale, così come la reazione di spinta al terreno del paziente. Questo tipo di tutore, infatti, viene utilizzato per supportare il passo, per esempio in pazienti che hanno subito un ictus e in soggetti con paralisi cerebrale.
Per valutare quali siano le competenze dei tecnici ortopedici nell’applicare i principi di regolazione di questi tutori all’interno di un ragionamento clinico, un team di ricercatori ungheresi e giordani ha allestito una indagine trasversale.
Lo strumento utilizzato per condurre la survey è un questionario, inviato online a circa 500 esperti tecnici ortopedici specializzati nella realizzazione e sistemazione di tutori. Gli autori hanno quindi selezionato, tra quelli disposti a partecipare, 245 soggetti ritenuti idonei. Gli invii sono stati effettuati verso 28 Paesi, ma i partecipanti vengono soprattutto dalla Giordania (18,8%), dagli Stati Uniti (13,5%), dal Pakistan (11,8%) e dall’India (10,6%). Vediamo qualche informazione rispetto al questionario utilizzato per la survey.
Caratteristiche del questionario
Il questionario utilizzato per lo studio consiste di 3 sezioni: la prima raccoglie informazioni di carattere demografico e professionale, inclusi il livello di istruzione, il numero di anni di esperienza come tecnico ortopedico, il numero di tutori di piede-caviglia che gestito in un anno e simili; la seconda sezione è dedicata alla conoscenza e uso in clinica dell’adattamento dei tutori di piede-caviglia alle scarpe utilizzate dal paziente; la terza e ultima sezione si concentra sul metodo di ragionamento clinico utilizzato per l’adattamento del tutore di piede-caviglia alla scarpa dell’utente.
Tra i partecipanti, è particolarmente interessante evidenziare che 212 si sono dichiarati consapevoli dell’importanza di effettuare l’adattamento sopra indicato. Gli autori hanno quindi effettuato una classificazione delle competenze partendo da questi tecnici ortopedici.
I risultati: la consapevolezza non implica l’uso
Nonostante i partecipanti che si sono dichiarati consapevoli siano 212, ovvero l’86,5% del campione, solo il 53,5% utilizza tale consapevolezza in modo routinario nel proprio lavoro clinico. E, in effetti, il calcolo statistico mette in evidenza che solo il 9,4% dei partecipanti ha una competenza completa riferita all’adeguamento dei tutori di piede-caviglia alle scarpe del paziente.
La maggioranza degli specialisti coinvolti, ovvero il 59%, presenta una competenza abbastanza limitata, mentre il 31,6% ha una competenza parziale. Lo studio conferma, inoltre, che quello scarso 10% di specialisti con alta competenza usano in modo abituale le proprie conoscenze teoriche nella propria pratica clinica, mentre gli altri non lo fanno.
Gli autori hanno cercato di individuare caratteristiche demografiche o professionali che abbiano una correlazione positiva con la competenza, ma non ci sono riusciti. A quanto sembra, non è questione di livello di studio e nemmeno di tasso di uso dei tutori di piede-caviglia durante l’anno. Questi risultati andrebbero confermati con studi più ampi. Sarebbe inoltre interessante sapere qual è la situazione nel nostro Paese.
Alshawabka A, Qa’dan W, Alfatafta M, et al. Awareness, Framework-Based Proficiency, and Clinical Implementation of Ankle Foot Orthosis-Footwear Combination (AFO-FC) Tuning: A Cross-Sectional Survey. J Clin Med. 2026. Doi: 10.3390/jcm15082846.


