Evidenze in letteratura dimostrano che un percorso integrato di cammino ed educazione specifica possono ridurre i casi di recidiva in pazienti che soffrono di mal di schiena. Nonostante ciò, esiste una certa difficoltà nel traslare i progetti sperimentali nella pratica clinica, legata a questioni organizzative, ma non solo: occorre anche individuare strategie che favoriscano l’adesione dei pazienti ai programmi stessi.

Un recente studio qualitativo, condotto dalla Macquarie University di Sidney, in Australia, valuta le barriere all’integrazione di un programma riabilitativo individualizzato di ritorno progressivo al passo, affiancato da un percorso educativo, il tutto facilitato da 6 incontri con un fisioterapiasta nell’arco di 6 mesi. Il programma è stato testato nel 2024 nello studio WalkBack, pubblicato su Lancet.

Lo studio WalkBack

WalkBack è un ampio studio che ha coinvolto 701 pazienti con precedente evento di dolore alla schiena, divisi in 2 gruppi in modo casuale: il gruppo di studio, che ha seguito il programma, e quello di controllo, che invece non è stato seguito in alcun modo.

Outcome primari sono stati i giorni intercorsi da un primo episodio ricorrente di mal di schiena limitante per lo svolgimento delle attività quotidiane e il rapporto costo/beneficio del programma stesso, espresso come costo incrementale per anno di vita guadagnato corretto per la qualità.

Lo studio aveva dimostrato la capacità del programma nel ridurre gli episodi ricorrenti, con outcome primario pari a 208 giorni per il gruppo di studio, contro i 112 del gruppo di controllo. Inoltre, la probabilità che l’intervento abbia un ottimo rapporto costo/beneficio è stata calcolata del 94%.

Le opinioni dei fisioterapisti coinvolti

Il lavoro che stiamo prendendo in considerazione cerca di capire quali sono le barriere alla reale applicazione del programma testato nel WalkBack studio. Gli autori hanno interpellato 20 fisioterapisti, dei quali 10 già esperti del programma, esplorando le loro prospettive sul programma, le opinioni rispetto ad elementi specifici della formazione e alle risorse necessarie per l’intervento e le possibili barriere/fattori di facilitazione identificati per adottare il programma nella pratica clinica.

Una volta analizzate e confrontate le risposte, il team di lavoro ha individuato 4 aree principali. Prima di tutto, i partecipanti identificano il programma WalkBack come allineato alla vocazione del fisioterapista di prevenire le problematiche dei pazienti, avendo in più il sostegno del mondo della ricerca e delle istituzioni.

In secondo luogo, il programma può essere implementato e offerto con facilità, potendo godere della formato face-to-face e di quello online. Certo, i partecipanti sottolineano l’importanza di formare delle comunità di pratica, per favorire l’implementazione del programma nella clinica quotidiana. Il terzo punto emerso riguarda la flessibilità, che deve restare alta se si vuole rendere scalabile l’implementazione del progetto, il che significa anche produrre e rendere disponibili volantini e format comunicativi da poter utilizzare sul campo.

Da ultimo, i partecipanti hanno toccato l’aspetto organizzativo, sottolineando l’importanza di delineare una leadership di supporto per gli specialisti che volessero utilizzare il programma, le strutture di finanziamento e anche l’allineamento con i contesti di erogazione dei servizi. Basandosi su questi punti gli autori pensano sia possibile favorire la diffusione di WalkBack anche in altre strutture sanitarie.

Fonte: Yeom SK, Fisher G, Hancock MR, et al. The WalkBack (walking and education) program for prevention of low back pain is acceptable to physiotherapists but relies on training, flexibility and system-level enablers to optimise implementation: a qualitative study. J Physiother. 2026. doi: 10.1016/j.jphys.2026.06.007.

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