Lombalgia cronica, dalla manipolazione agli esercizi attivi

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L’esercizio attivo ha un ruolo importante nel percorso riabilitativo del paziente con lombalgia cronica e ha un duplice ruolo: rinforzo muscolare e mobilizzazione articolare.

Francesco Saveri

«La sintomatologia dolorosa è una condizione invalidante per il paziente, che gradualmente limita il movimento e riduce l’attività fisica», spiega Francesco Saveri, fisioterapista presso Isico – Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale, «a discapito del tono muscolare.
Il rinforzo della muscolatura è quindi un obiettivo cardine degli esercizi attivi proposti al paziente.

Si tratterà di tonificare complessivamente la muscolatura del corpo e in particolare quella deputata alla stabilizzazione della colonna vertebrale.
Un’esposizione graduale ai carichi, in assenza di dolore, consentirà al paziente di riprendere fiducia e di riappropriarsi dei gesti che, a causa della patologia, aveva via via escluso.
Gli esercizi attivi dovranno essere dapprima molto semplici ed effettuati da posizioni facilitanti come quelle da supino o in quadrupedia, per poi gradualmente passare a esercizi in posizioni più complesse che emulano le attività quotidiane.

L’attività di potenziamento muscolare dovrà quindi essere integrata con esercizi di allungamento e mobilizzazione articolare per riconquistare l’elasticità perduta, l’articolarità e l’attitudine del muscolo a lavorare».

Con il graduale miglioramento della propria condizione fisica, riconquistata la fiducia in sé e nel proprio corpo, il paziente potrà riprendere anche l’attività sportiva (la letteratura scientifica sottolinea l’importanza di quest’ultima).

«L’attività sportiva va ripresa per gradi, in assenza di dolore o con un dolore gestibile, sempre con la supervisione del terapista», conclude Saveri. «Non esiste un’attività sportiva migliore di altre, il paziente potrà praticare lo sport che più lo aggrada al fine di ottenere la migliore compliance.
L’attività fisica in piscina, palestra, all’aperto previene recidive e completa il lavoro svolto con il fisioterapista.
Completa il percorso riabilitativo una routine giornaliera di 20 minuti, esercizi che il paziente potrà effettuare comodamente a casa.
Il ruolo attivo di quest’ultimo è, come detto, necessario per risolvere il problema mettendo anche in atto tutti quegli accorgimenti posturali, quelle abitudini virtuose che prevengono nuovi episodi di lombalgia».

Roberto Tognella