Lesioni del crociato anteriore, allenamento pliometrico combinato con uno eccentrico

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Il crociato anteriore è un legamento che si lesiona facilmente, soprattutto nei giovani atleti. Uno studio tunisino condotto in collaborazione con ricercatori francesi e tedeschi ha messo a confronto varie modalità riabilitative per capire quali sono più efficienti sul recupero della funzione muscolare isocinetica e della psiche degli atleti.

Il presupposto di partenza è proprio l’alta frequenza con cui tale lesione si presenta: sembrerebbe infatti che negli sport con palla l’incidenza si aggiri sullo 0.05‰ per ogni ora di gioco senza contatto… salendo a 0.48‰ per ora di gioco durante le competizioni. Scopo della riabilitazione post guarigione/intervento è di recuperare la completa funzionalità dell’articolazione per poter riprendere a giocare agli stessi livelli di prima, ma la letteratura ci dice che non sempre ciò accade.

Non sempre, infatti, si riescono a ristabilire le performance originali, ma non solo… spesso l’atleta soffre di disagi psico-sociali, come la paura del movimento, o kinesiofobia. Gli autori dello studio, pubblicato su “BMC Sports Science, Medicine and Rehabilitation” ipotizzano, quindi, che un allenamento combinato pliometrico ed eccentrico della forza possa dare migliori risultati rispetto a un allenamento pliometrico o a uno eccentrico in termini di funzionalità del ginocchio, performance isocinetica della muscolatura e stato di chinesiofobia psicologica.

40 gli atleti maschi inseriti in questo studio, tutti operati per rottura del legamento crociato anteriore presso lo Hospital Ortopédico di Allysa da due chirurghi ortopedici con almeno 20 anni di esperienza nel settore.

Il protocollo riabilitativo seguito dal campione è stato lo stesso a partire da 2 settimane prima dell’intervento fino a 12 settimane dopo: controllo dell’edema e dell’infiammazione, espansione del range of motion del ginocchio, miglioramento della stabilità e rinforzo muscolare.

Successivamente, i partecipanti sono stati divisi in 3 diversi gruppi: uno ha seguito un allenamento eccentrico (ECC), l’altro uno pliometrico (PLYO) e l’ultimo una combinazione dei due (COMBO). Per tutti i gruppi, le sessioni erano 2 la settimana, per circa 60 minuti a volta, per 6 settimane consecutive.

I parametri valutati sono stati: il tampa kinesiophobia score (TSK-CF), con valori che vanno da 17 a 68 e punteggi alti che significano grande paura del movimento; il KOOS per lesioni al legamento crociato anteriore; lo score International Knee Documentation Committee 2000 (IKDC); la forza isocinetica in flessione ed estensione.

I risultati mostrano che il metodo combinato consente di ottenere miglioramenti maggiori sui parametri isocinetici rispetto agli altri, facilitando il ritorno alla pratica sportiva in questi atleti. Non solo. L’uso sinergico di un allenamento pliometrico e uno eccentrico migliora anche lo stato psicologico del soggetto, un fattore importante per consentirli di giocare al meglio delle proprie possibilità.

È probabile che questi risultati siano legati alla capacità di questo tipo di allenamento di stimolare l’ipertrofia muscolare, perché ciò risulta nella formazione di fibre muscolari più grandi e in cambiamenti anche a livello del connettivo.

(Lo studio: Kasmi, S., Sariati, D., Hammami, R. et al. The effects of different rehabilitation training modalities on isokinetic muscle function and male athletes’ psychological status after anterior cruciate ligament reconstructions. BMC Sports Sci Med Rehabil 15, 43 (2023). https://doi.org/10.1186/s13102-023-00645-z)