Le infezioni protesiche postoperatorie sono forse il peggior evento avverso che si può verificare dopo un’artroplastica.
In prima istanza, queste infezioni si trattano con terapia farmacologica appropriata. Se questa però non dà esiti positivi, può essere necessario rimuovere la protesi infetta per poi curare il paziente e ripetere l’intervento in un secondo momento.

Un gruppo di ricercatori spagnolo si è chiesto se sviluppare un’infezione alla protesi articolare peggiori o meno gli outcome ambulatoriali funzionali dei pazienti (Mur I, Jordán M, Rivera A, Pomar V, González JC, López-Contreras J, Crusi X, Navarro F, Gurguí M, Benito N. Do Prosthetic Joint Infections Worsen the Functional Ambulatory Outcome of Patients with Joint Replacements? A Retrospective Matched Cohort Study. Antibiotics (Basel). 2020 Dec 5;9(12):E872. doi: 10.3390/antibiotics9120872. PMID: 33291401). La risposta è affermativa, come conferma lo studio di coorte condotto in un singolo ospedale su 109 pazienti che hanno sviluppato infezione postoperatoria e 218 soggetti che, invece, hanno seguito un decorso più semplice.
Usando un modello che tiene conto di variabili anche molto ampie, gli autori hanno evidenziato che sviluppare un’infezione alla protesi aumenta il rischio di avere bisogno in futuro di uno strumento assistivo al passo, sia tra chi ha ricevuto una protesi di ginocchio sia tra chi ha ricevuto una protesi d’anca, e di dover usare le stampelle o non poter più camminare, tra coloro che si sono sottoposti ad artroplastica parziale d’anca.

Stefania Somaré

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