Uno degli eventi avversi nefasti che si possono verificare dopo un intervento di artroplastica è l’infezione periprotesica.
Una review ha valutato gli avanzamenti occorsi nel settore negli ultimi cinque anni, con particolare riferimento alle protesi di anca e di ginocchio (Batty LM, Lanting B. Contemporary Strategies to Prevent Infection in Hip and Knee Arthroplasty [published online ahead of print, 2020 Jun 16]. Curr Rev Musculoskelet Med. 2020;10.1007/s12178-020-09653-9. doi:10.1007/s12178-020-09653-9).

Una delle evidenze più interessanti è che la fase pre-operatoria e l’ottimizzazione del paziente sono fattori critici per ridurre il rischio d’infezione.
In particolare, è importante verificare la glicemia, migliorare lo stato nutritivo, incentivare il dimagrimento e, se il paziente è fumatore, ottenere che abbandoni questa abitudine.

Ci sono però altre azioni che possono ridurre l’evento infettivo: per esempio, occorre preparare al meglio la cute nella zona d’intervento, ma anche migliorare la scelta e l’uso degli anitbiotici, stando attenti allo spettro d’azione, alla dose e alle tempistiche.

Diverse strategie antibiotiche sono infatti associate a protezioni differenti per il paziente: una modalità che sembra funzionare bene è la somministrazione di antibiotico nella regione intraossea.

In generale, si può dire che l’approccio peri-operatorio a un’artroplastica deve essere multimodale e attento a vari dettagli, ognuno dei quali può prevenire l’infezione periprotesica.

Stefania Somaré

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