Sempre più anziani necessitano di chirurgia spinale, una pratica che può non essere sicura per soggetti fragili.
Nasce quindi la necessità di individuare strumenti in grado di supportare il chirurgo nelle decisioni terapeutiche, stratificando i pazienti in base al rischio.

Negli ultimi anni è stato introdotto un metodo, chiamato Hospital Frailty Risk Score (HFRS), che parte dagli ICD-10 della Classificazione Internazionale delle Malattie per valutare la fragilità.

Uno studio della Icahn School of Medicine della rete ospedaliera Mount Sinai di New York ha valutato l’utilità di questo score nel predire i risultati avversi della chirurgia spinale, evidenziandone le potenzialità positive (Hannah TC, Neifert SN, Caridi JM, et al. Utility of the Hospital Frailty Risk Score for Predicting Adverse Outcomes in Degenerative Spine Surgery Cohorts [published online ahead of print, 2020 Jun 15]. Neurosurgery. 2020; nyaa248. doi:10.1093/neuros/nyaa248).

Lo studio è di carattere retrospettivo: i ricercatori hanno calcolato il HFRS per tutti i pazienti sottoposti a chirurgia spinale tra 2008 e 2016, confrontando i risultati dello score con gli outcome dell’intervento facendo riferimento a tre coorti di pazienti, quelli con fragilità bassa, media ed elevata.

Si è osservato che il 66% dei pazienti che necessitano di stare più a lungo nei reparti di cure intensive nel postoperatorio hanno un alto HFRS, mentre il 31% ha un HFRS medio e solo il 7% ha un HFRS basso.

Risultati simili si sono trovati per altre variabili, come le dimissioni non domiciliari, per esempio.
Meno forte è la correlazione con la riamissione in ospedale a 30 giorni e con l’accesso al Pronto Soccorso.

Lo score può quindi essere utilizzato per predire il tipo di assistenza che necessiteranno i vari pazienti in base alla loro fragilità, ma anche per fare delle previsioni dei costi sanitari associati.

Stefania Somaré

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