Il trattamento conservativo delle borsiti del gomito

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La borsa olecranica può infiammarsi per ragioni di natura traumatica o per usura. Esistono poi patologie che favoriscono questa borsite, come l’artrite reumatoide e la gotta. Da ultimo, la borsite dell’olecrano può avere natura infettiva, nel qual caso, spesso, spurga anche pus. Una volta diagnosticata, la borsite può essere approcciata in due diversi modi: quello conservativo e quello chirurgico. Di norma si preferisce partire da quello conservativo, anche in presenza di borsiti infette: se il paziente non risponde al trattamento, allora si passa all’opzione chirurgica.

Proprio sui trattamenti conservativi della borsite olecranica si è concentrato il dottor Richard A. Bernstein nella sua presentazione durante il Congresso dell’American Society for Surgery of the Hand, della quale è presidente della Commissione Course and Meetings Advisory. Bernstein è inoltre direttore medico del Connecticut Orthopaedic Surgery Center di Milford.

Lo specialista ha presentato i risultati di uno studio retrospettivo condotto con alcuni colleghi su 135 pazienti per 137 casi di borsite dell’olecrano. I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi in base al tipo di borsite sviluppata: con versamento; con versamento scarso se non nullo; con rossore e presenza di infezione.

Nello studio, gli autori si sono accorti che spesso i soggetti con versamento vengono sottoposti ad aspirazione del liquido e successiva iniezione di corticosteroidi, mentre i pazienti senza versamento ricevono una gomitiera e, se necessario, degli antinfiammatori. Infine, ai soggetti con infezione della borsa vengono prescritti antibiotici, antinfiammatori e protezioni adeguate.
La via conservativa ha prodotto buoni esiti in tutti e tre i tipi di borsite.

Nei soggetti con presenza di versamento si è vista una guarigione totale entro 4 mesi dal trattamento in 82 pazienti su 92, ma 10 non hanno proseguito con i follow-up e quindi i dati sono persi. Nessuna complicanza ha richiesto ricorso alla chirurgia.

Simile situazione si è avuta con le borsiti prive di versamento, la guarigione è avvenuta in tre mesi in tutti i casi che hanno proseguito il follow-up e per quelle con rossore e infezione, rivisti entro 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica e poi per un periodo di 5 settimane. Entro questo tempo tutti i pazienti sono guariti senza dover ricorrere ad aspirazione e chirurgia.
Lo studio sostiene, quindi, l’utilità di un approccio conservativo, come d’altronde consigliato anche dall’American Academy of Orthopaedic Surgeons.

Stefania Somaré