La cucitura dei suoi articoli realizzata rigorosamente a mano è l’autentico marchio di fabbrica della spoletina Sabatini Calzature, che serve anche il mercato dell’ortopedia con le linee della famiglia Hergos, frutto di un’esperienza ultrasecolare e dell’impegno dedicato a ricerca e sviluppo.

Quella di Sabatini Calzature è la storia lunga e affascinante di una classica azienda a gestione familiare italiana che ha saputo gestire efficacemente il passaggio da un’attività puramente artigianale alla produzione su scala più vasta, senza perdere i tratti di esclusività e qualità della prima.

Le sue origini risalgono addirittura al 1896, quando nel borgo di San Giovanni di Baiano presso Spoleto (Perugia) il capostipite Luigi Sabatini si occupava della riparazione di articoli in cuoio e della realizzazione di calzature su misura.
Lo stesso fece a partire dagli anni ‘50 dello scorso secolo il figlio Raffaele; mentre fu il nipote Gaspare, sul finire del decennio successivo, a estendere il raggio d’azione a tutto il territorio nazionale, distribuendo zoccoli in legno e pantofole in pelle.

Federico Sabatini

Dal 1994 al timone c’è la quarta generazione, rappresentata dall’attuale amministratore Federico, capace di trasformare la vocazione artigiana del family business in un tratto distintivo importante.
Sotto la sua direzione le cuciture a mano dei prodotti di Sabatini sono diventate un autentico brand.
Sotto la guida sua e della madre Luciana e sempre con il supporto di Gaspare, il produttore ha spinto sull’acceleratore dell’innovazione, puntando fin dal 2001 sulla ricerca relativa alle patologie del piede. L’evoluzione si è così completata grazie alla nascita e all’affermazione su scala internazionale del marchio Hergos.

«Così abbiamo preso piede»

La strategia di Sabatini Calzature indirizza una missione ben precisa, che è soddisfare il bisogno di camminare senza problemi in quanto il concetto stesso del movimento si lega a quelli della vita e delle relazioni sociali.
La visione direttamente correlata a questa dichiarazione di intenti è che i piedi non debbano mai essere considerati “un problema” e che a ogni problematica eventuale vada trovata una risposta non solo funzionale ma anche comoda e bella da vedersi, dal design curato.

«Fra le innovazioni di prodotto che i clienti richiedono più spesso», conferma Federico Sabatini, «c’è la leggerezza, intesa in due sensi. Dal punto di vista strettamente fisico, quindi in riferimento alle caratteristiche stesse delle suole, della tomaia, dei pellami, e sotto l’aspetto dell’immagine.
Pertanto, la domanda riguarda soprattutto modelli disegnati con linee più pulite e combinati con materiali e colori meno eccentrici, tali cioè da garantire una più ampia vendibilità grazie alla durata maggiore e la minor obsolescenza».

Dettagli, questi ultimi, che interpretano alla perfezione la filosofia tipica del mondo del comfort, dove «la rotazione dei modelli che contraddistingue la moda non è una priorità, perché di solito la sostanza è preferita al puro look».

Le esigenze della clientela si ripercuotono sull’intera supply chain della storica realtà umbra, a cominciare dai fornitori di materie prime: «chiediamo loro di allinearsi al canone della leggerezza, ma senza dimenticare l’altro elemento essenziale della sostenibilità e quindi il ricorso a materiali che derivano dal riciclo di plastiche, carta, tessuti o altro».

Confortevoli e sostenibili

D’altra parte, la sostenibilità ambientale è stata indicata da Sabatini, insieme alla crescita e al rispetto per le regole (del commercio e non solo), tra i principali obiettivi a venire del calzaturificio spoletino.
In altre parole: «il cosiddetto green trend è un altro elemento che vogliamo valorizzare in futuro. Grazie alla produzione di energia pulita riusciamo a essere completamente indipendenti e sostenibili.
L’ecosostenibilità è una caratteristica molto ricercata in Italia e all’estero, dove vendiamo i nostri articoli».
Un altro oggetto del desiderio è la diversificazione degli stili su base territoriale e qui, nonostante i risultati soddisfacenti ottenuti finora, restano da superare alcuni limiti oggettivi.

«L’innovazione stilistica è affidata ai modellisti dei Paesi con i quali ci relazioniamo.
Quindi per quel che riguarda via via Europa, Asia e America realizziamo collezioni ispirate alle richieste di chi conosce meglio i mercati e frequenta fiere del settore e trend setter.
Certo, sarebbe meglio uniformare e adattare la medesima collezione a tutti i mercati ma le esigenze estetiche, morfologiche e fisiche non consentono tali economie di scala».

Ciononostante, ci sono tratti comuni a tutti i Paesi presidiati da Sabatini Calzature, identificabili per lo più con la necessità di godere di consegne il più possibile rapide e puntuali.
Il che ha imposto sforzi e investimenti supplementari nell’ambito della movimentazione delle merci.
Fra i desiderata che accomunano i nostri clienti c’è il pronto magazzino: disponiamo di oltre 10 mila paia di calzature in oltre 50 referenze stagionali, cui i rivenditori europei attingono quotidianamente.

Entro 24-48 dal ricevimento dell’ordine, il pacco è nel loro magazzino.
Il destinatario potrebbe essere a Parigi oppure a Berlino ma in queste poche ore le scarpe arrivano al suo recapito. Al fine di potenziare la logistica abbiamo iniziato una collaborazione con una società di spicco in Italia per lo smistamento di piccoli e grandi colli».

Obiettivi 2020

Tutte le confezioni partono per il loro tour mondiale da Spoleto, dove si trovano il magazzino storico di Sabatini e una struttura complementare inaugurata più di recente, sotto l’attento controllo della direzione societaria.
Le destinazioni si sono moltiplicate nei decenni, anche se la Penisola resta lo sbocco più importante, visti gli 800 punti vendita distribuiti su tutta la sua superficie.

«Abbiamo clienti in tutta Europa e da qualche anno anche in altri Continenti. Siamo presenti per il momento in 35 Stati ma contiamo per la fine del 2020 di arrivare a quota 45 grazie al lavoro dei nostri commerciali e partecipando alle fiere internazionali».

Tradizione e innovazione restano le stelle polari che orientano la politica di vendita dell’azienda e a spiegarne il perché, concludendo la nostra intervista, è stato ancora Federico Sabatini.

«C’è fedeltà alla tradizione perché sul territorio con clienti e partner ci rapportiamo direttamente e alla luce di una relazione fiduciaria; là dove il dialogo è complicato dalla distanza, dalle dogane, da vincoli di altro genere, contiamo su una rete di distribuzione altamente fidelizzata. E c’è innovazione sul fronte dell’e-commerce che non gestiamo in prima persona ma demandando la commercializzazione dei prodotti a un singolo referente per ogni canale o Paese, lasciandogli sempre larghi margini d’azione e un’esclusiva di vendita, come accadeva una volta. L’attività di crescita e sviluppo è importante, a patto che si rispetti la regola della rotazione di due collezioni per ogni anno».

HERGOS: linee e caratteristiche

Quattro sono le famiglie di prodotto che Sabatini Calzature ha incluso nella sua gamma ortopedica Hergos.
Allux si distingue per il contenuto tecnologico innovativo poiché, grazie ai materiali elasticizzati con i quali è realizzata la tomaia, riesce a vestire il piede senza comprimerlo.
Tecna è suscettibile di personalizzazioni importanti, perché vi fanno capo modelli svariati e adattabili alle caratteristiche e alle necessità di ogni piede. Reha raggruppa «quanto di più tecnico l’azienda abbia mai messo in produzione», includendo «diverse tipologie di calzature studiate per altrettante patologie».

X-Pro è «una gamma dedicata alle persone che lavorano tutto il giorno in diversi ambiti, dall’ospedaliero all’alimentare, senza tralasciare il mondo dell’estetica e del benessere».

Tutte le famiglie Hergos sono prodotte con la consulenza di esperti dell’ortopedia e vanno incontro a varie problematiche: dalle deformità dell’avampiede al piede diabetico o reumatico; dalla limitata deambulazione degli anziani e di chi necessiti di training riabilitativo al bisogno di esercizio di altri.
Tra le novità c’è poi Hergos 4.0, calzatura prodotta al 100% a Spoleto e realizzata senza cuciture nella tomaia.
Il suo volume interno è importante al punto da renderla adatta a chi utilizza un plantare. La scarpa è presidio medico di classe I ed è dotata di marcatura CE.

Doyle Watson

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