Le fratture vertebrali da fragilità sono molto comuni negli anziani. Ciononostante, si hanno pochi dati relativamente alla loro reale incidenza.
Uno studio del Nottingham University Hospital NHS Trust ha lavorato in questa direzione, verificando l’incidenza di questo evento in un dato periodo all’interno dei propri ospedali, così da poter disegnare servizi più adeguati e destinarvi le giuste risorse (Ong T, Bin Syed Ali SA, Sahota O. The presentation of older people with vertebral fragility fractures to a university hospital: a cross-sectional analysis [published online ahead of print, 2020 Aug 20]. Curr Rheumatol Rev. 2020;10.2174/1573397116999200820170559. doi:10.2174/1573397116999200820170559).

Più nel dettaglio, il periodo considerato è andato da febbraio 2016 a gennaio 2017.
Gli autori hanno cercato negli archivi ospedalieri e nelle radiografie tutti i pazienti sopra i 50 anni ricoverati per fratture vertebrali da fragilità, escludendo quelle determinate da traumi o da tumori maligni.

Sono stati identificati 208 soggetti con età media 80.5 anni, il 68% dei quali di sesso femminile. Ben il 94% di questi pazienti è arrivato in ospedale dal Pronto Soccorso.
Per quanto riguarda le fratture, i due terzi si trovavano nella regione toraco-lombare.
L’87% di queste fratture è stata trattata in modo conservativo, spesso nel reparto Geriatrico, per una permanenza media di 12 giorni, conclusasi nel 52% dei casi con una guarigione dell’osso.
La mortalità in questi pazienti è del 3%. Come detto, queste informazioni saranno utili al Trust per costruire servizi sempre più utili per trattare questi pazienti.

Stefania Somaré

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