Fratture dell’anello pelvico

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Le fratture dell’anello pelvico sono rare, rappresentando il 6-8% di tutte le fratture, anche se sono in aumento tra gli anziani.
Nel 5% dei pazienti che le subiscono si verificano casi di malaunione o non unione delle fratture.

Un recente studio (Herath, S. C., Braun, B. J., Rollmann, M. F., Mörsdorf, P., Holstein, J. H. and Pohlemann, T. (2019), Autologous Transplantation of Press‐fit Bone Cylinders in the Treatment of Pelvic Nonunion. Orthop Surg) descrive come utilizzare un pezzo cilindrico di osso autologo per riparare questa mancata unione.

Il metodo, in particolare, cerca di rendere massima la faccia di contatto tra le ossa, così da fornire le condizioni ottimali perché questo “ponte” autologo possa favorire la ricostruzione dell’anello.

Per favorire il posizionamento del cilindro è necessario creare dei fori a livello delle ossa che lo accoglieranno.

Al momento, questa tecnica chirurgica è stata utilizzata su 4 pazienti senza alcuna complicanza intra o postoperatoria; in 3 su 4 pazienti ha ridotto il dolore e consentito una migliore mobilità. Certamente verrà sottoposta a studi più ampi, ma al momento sembra essere una valida opzione di trattamento.

Stefania Somaré

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