La fascite plantare è estremamente diffusa nella popolazione generale, rappresentando circa il 15% di tutti i problemi al piede. Caratterizzata da infiammazione e inspessimento del legamento che unisce il calcagno alle teste metatarsali, la fascite plantare provoca dolore e difficoltà al passo.
Il trattamento della fascite plantare è spesso lungo e non sempre porta agli esiti sperati. Un recente studio olandese valuta l’efficacia di una terapia ortomanuale sulle articolazioni del piede nel migliorare il dolore associato alla fascite plantare. Il protocollo utilizzato per lo studio prevede 5 incontri per la valutazione e i trattamenti nelle prime 6-8 settimane e un’ulteriore visita a 26 settimane, come follow-up, per la valutazione finale. Lo studio è condotto dalla clinica VoetPortaal e dall’Università di Scienze Applicate di Amsterdam ed è pubblicato su PeerJ.
Il tipo di intervento proposto
Lo studio ha inizialmente coinvolto 50 pazienti con fascite plantare, ma solo 32 sono arrivati fino alla 26esima settimana, con il follow up finale, quindi i risultati vengono calcolati su questi pazienti. Il trattamento ortomanuale utilizzato prevede manipolazioni delle articolazioni del piede, spesso precedute da alcune procedure chiripratiche.
I terapisti si sono concentrati soprattutto sul piede, ma anche sulla caviglia e sulla fibula, per correggere l’allineamento tra gamba e piede. Ogni trattamento è personalizzato, basandosi su quanto osservato con l’indagine fisica e strumentale del piede, sottoposto anche a una ecografia 3D. I partecipanti allo studio, oltre a essere trattati con la manipolazione, hanno anche indossato un plantare correttivo per tutto il periodo dello studio.
Risultati ottenuti
Per valutare i risultati, gli autori hanno selezionato come outcome primari la scala numerica di rating del dolore e lo spessore della fascia, valutato con ecografia. Da questo punto di vista, lo studio evidenzia una riduzione del dolore percepito in diversi momenti della giornata, per esempio al primo passo della mattina (da 6.79 a 2.69), durante le attività giornaliere (da 6.64 a 2.66) e a riposo (da 2.98 a 1.39).
Anche lo spessore della fascia si è progressivante ridotto, passando sa 5.34 millimetri a 3.7 millimetri. Come outcome secondati, gli autori hanno scelto invece la Scala Funzionale Specifica del Paziente, l’Indice di Funzione del Piede, il questionario EuroQoL 5D per valutare la qualità di vita e la Short Form 12. Anche in questo caso si sono visti miglioramenti, soprattutto nella Scala Funzionale Specifica del Paziente, che è migliorata significativamente, indicando una riduzione della difficoltà a svolgere attività nel quotidiano.
Anche l’Indice di funzionalità del piede è migliorato, soprattutto alle voci dolore, disabilità e attività. Infine, anche l’indice di qualità di vita mostra miglioramenti, soprattutto nella componente fisica. L’unico problema di questo studio è che, avendo affiancato la terapia manuale all’uso di un plantare, non riesce a discernere quale dei due interventi abbia inciso sui miglioramenti indicati.
Van der Linde JG, Somers R, van Egmond MA. Pain relief in plantar fasciitis within 6-8 weeks using (ortho)manual therapy of the foot joints: a prospective cohort study. PeerJ. 2026. doi: 10.7717/peerj.21280.


