Uno degli esercizi più utilizzati per il rinforzo della gamba è lo squat all’indietro. L’efficacia di questo esercizio può però essere alterata da una ridotta mobilità di caviglia, soprattutto nella dorsiflessione, condizione che può determinare anche degli accomodamenti sbagliati e deleteri per il sistema muscoloscheletrico.

Un recente studio australiano, crossover randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, valuti gli effetti di una terapia manipolatoria sulla qualità dello squat in 24 partecipanti. La terapia utilizzata prevede manipolazioni ad alta velocità e bassa ampiezza a carico degli arti inferiori. Oltre alla forza dello squat, gli autori valutano anche gli effetti della manipolazione sulla cinematica della caviglia sul piano sagittale durante lo squat e l’ampiezza del movimento attiva della dorsiflessione.

Focus dello studio

Come anticipato, lo studio coinvolge 26 soggetti, caratterizzati dall’avere deficit asintomatici nell’ampiezza della dorsiflessione di caviglia. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi in modo randomizzato: il gruppo di studio ha ricevuto la terapia manipolatoria vera, mentre quello di controllo una terapia placebo, che mima la manipolazione usando un meccanismo meccanico di caduta.

L’outcome principale dello studio riguarda la differenza di massimale con bilanciere raggiunto nello squat dai partecipanti prima e dopo la terapia manipolatoria. Gli autori hanno selezionato anche degli esiti secondari, coma la massima ampiezza del movimento dorsale di caviglia durante lo squat e la variazione di questo movimento durante il test di affondo con carico. Queste misure sono state prese con un sistema di cattura del movimento in 3D.

I cambiamenti indotti dall’intervento manuale sono bassi

Il confronto effettuato tra i due gruppi evidenzia la mancanza di differenze statisticamente significative nella forza di squat prima e dopo l’intervento: si parla di un incremento di 4,75 kg dopo la terapia manuale e di 2,75 dopo la terapia placebo.

Anche i due outcome secondari non mostrano differenze statisticamente significative. Gli autori evidenziano che una sola sessione di terapia manipolatoria non può incidere sull’esito dello squat in pazienti con deficit legati alla mobilità di caviglia.

Lo studio è pubblicato su Chiropractic & Manual Therapies e vede la partecipazione della Murdoch University, della Edith Cowan University e della University of Salford, quest’ultima nel Regno Unito.

Morley-Hart R, Losco B, Dempsey AR, et al. Effects of lower limb joint manipulation on squat strength and ankle range of motion: a sham-controlled double-blind randomised cross-over trial. Chiropr Man Therap. 2026. doi: 10.1186/s12998-026-00659-7

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here