Il ciclo mensile altera la biomeccanica del piede e della caviglia, rendendo meno stabili e più suscettibili a infortunio le articolazioni. Sono le conclusioni di una recente revisione sistematica con metanalisi pubblicata su Gait & Posture, che ha osservato come nella fase ovulatoria i picchi di alcuni ormoni aumentino la lassità dei legamenti. I risultati suggeriscono implicazioni per ortopedici, fisioterapisti e altri professionisti nel campo della riabilitazione, soprattutto in ambito sportivo.
Il ruolo degli ormoni nella biomeccanica
Le fluttuazioni ormonali nell’arco del ciclo mestruale sono associate a una maggiore incidenza di lesioni muscolo-scheletriche, con un aumento del rischio di infortuni da 2 a 8 volte superiore nelle atlete donne rispetto ai maschi. Sebbene la loro funzione principale sia nella sfera riproduttiva, gli estrogeni incidono infatti anche su altri distretti del corpo, condizionando il sistema neuromuscolare e muscoloscheletrico.
In particolare durante la fase ovulatoria questi ormoni riducono la rigidità strutturale di tendini, legamenti e della fascia plantare; l’azione combinata della relaxina, una sostanza che inibisce la sintesi del collagene, contribuisce ad aumentare la lassità legamentosa e a ridurre la rigidità dei tessuti connettivi, amplificando il fenomeno. L’impatto di questi ormoni e fattori a livello del piede e della caviglia è sempre stato però poco studiato.
Lo studio su piede e caviglia
La nuova analisi, portata avanti da ricercatori dell’Università di Siviglia (Spagna), in collaborazione con l’Università di Canberra (Australia), ha preso in considerazione 15 studi condotti negli ultimi dieci anni su donne in età fertile. Il lavoro prevedeva di operare un confronto tra il potenziale effetto biomeccanico della fase ovulatoria sulla struttura del piede e della caviglia rispetto ad altre fasi del ciclo, data la sua possibile associazione con infortuni e lesioni.
Dal punto di vista strutturale, è emerso un aumento della lunghezza del piede, un assottigliamento della fascia plantare e una maggior suscettibilità al collasso dell’arco longitudinale: alterazioni che possono compromettere la capacità del piede di funzionare come leva rigida durante la fase propulsiva del passo e della corsa, con un impatto sull’efficienza dello spostamento.
Sempre in concomitanza con la fase ovulatoria, sono emerse inoltre alcune alterazioni neuromuscolari. In particolare, una tendenza a essere meno rigido, soprattutto durante la contrazione attiva, del muscolo tibiale anteriore, che svolge un ruolo cruciale nella stabilizzazione dell’arco plantare e nel controllo della pronazione durante il movimento.
Insieme, queste alterazioni potrebbero costituire dal punto di vista clinico una vulnerabilità per patologie locali da sovraccarico come fascite plantare e instabilità cronica della caviglia.
Dettagli dei risultati
Un elemento inedito osservato dai ricercatori è la cosiddetta “dissociazione elettromeccanica”: nonostante un aumento dell’attivazione muscolare (documentato da studi elettromiografici), la capacità di generare rigidità efficace risulta ridotta. Questo si traduce in un sistema neuromuscolare meno efficiente, con aumento dell’oscillazione posturale e peggioramento del controllo motorio, soprattutto in condizioni di elevata richiesta funzionale.
Interessanti anche le differenze tra le fasi del ciclo: durante la fase follicolare si osserva una maggiore capacità di recupero e una migliore performance muscolare, mentre la fase ovulatoria necessita di maggiore attenzione al controllo neuromotorio. La fase luteale, invece, sembra caratterizzata da adattamenti compensatori che possono alterare ulteriormente la cinematica degli arti inferiori.
Verso un approccio personalizzato
I risultati dello studio mettono in luce l’importanza di un approccio che, nelle donne, metta al centro il singolo nella gestione dell’attività fisica e della riabilitazione. Integrare anche il ciclo mestruale nella valutazione clinica potrebbe contribuire a ottimizzare i carichi di lavoro, prevenire infortuni e migliorare gli outcome terapeutici.
Dal punto di vista pratico, gli autori aprono alla possibilità di regolare l’intensità dell’allenamento al ciclo mestruale, preferendo esercizi di potenziamento e lavoro pliometrico nella fase follicolare, esercizi di propriocezione e controllo motorio durante l’ovulazione e lavoro su mobilità e stabilità nella fase luteale.
Regife-Fernández L., Radcliffe C. R., Castro-Méndez A. Menstrual cycle effects on foot and ankle musculoeskeletal biomechanics: A systematic review and meta-analysis Gait Posture. 2026 Mar 17:127:110164


