La cervicalgia aspecifica cronica è una condizione multifattoriale nella quale fattori biologici, psico-emotivi e sociali concorrono a determinare una condizione di tensione muscolare a carico dei muscoli del collo caratterizzata da dolore e fastidio. Spesso chi soffre di questa condizione presenta una via del dolore alterata, in particolare con una soglia del dolore più bassa.

In presenza di dolore la risposta più immediata del paziente è ridurre i movimenti, ma ciò genera un circolo vizioso: i muscoli profondi del collo perdono ulteriore forza e tono e faticano sempre di più a sostenerne i movimenti, di fatto portando ad ancora minore mobilità.

Sappiamo che l’esercizio fisico è tra le migliori strategie per contrastare la cervicalgia aspecifica cronica, ma sappiamo anche che i centri di riabilitazione faticano spesso a dare risposte a tutte le richieste da parte della cittadinanza, non solo in Italia, ma un po’ ovunque nel mondo. Questa situazione che potrebbe trovare una soluzione nella teleriabiltiazione, per esempio.

Un recente studio multicentrico cinese presenta proprio una combinazione tra teleriabilitazione e intelligenza artificiale, domandandosi se il programma sia almeno “non inferiore” a un normale programma di riabilitazione ambulatoriale. Lo studio è pubblicato su JMIR Formative Research.

Due metodi di feedback a confronto

Sono 116 i pazienti coinvolti in questo studio prospettico e randomizzato, condotto presso l’Ospedale del Peking Union Medical College e l’Ospedale Jishuitan, entrambi a Pechino. Alla ricerca ha partecipato anche la Pritzker School of Medicine dell’Università di Chicago.

I partecipanti sono stati divisi in 2 gruppi in modo randomizzato: il gruppo di studio è stato seguito con il programma in teleriabilitazione basata sull’intelligenza artificiale, mentre il gruppo di controllo ha seguito un programma ambulatoriale.

La riabilitazione seguita è stata uguale per entrambi i gruppi e composta da 3 sessioni la settimana da 30 minuti di stretching e rinforzo muscolare, per un periodo di 24 settimane. La differenza tra i due gruppi sta nel modo in cui ricevono i feedback: di persona, nel caso del gruppo di controllo, e tramite un riconoscimento del movimento basato su sensori e regole di soglia.

Gli outcome valutati sono l’indice di disabilità del collo, considerato outcome primario, la scala numerica di valutazione del dolore, la mobilità cervicale e la qualità della vita correlata alla salute, valutata con il questionario EQ-5D. Tutte le misure sono state effettuate in diversi momenti del programma: all’inizio e poi a 4, 8, 12 e 24 settimane.

Teleriabilitazione con AI e ambulatoriale: il confronto

Come anticipato, lo studio di cui stiamo parlando è uno studio di “non inferiorità”, per raggiungere la quale è richiesto di superare un intervallo di confidenza del 95% e una differenza inferiore al 10% tra il valore di indice di disabilità del collo calcolato per i 2 gruppi.

Le misurazioni e i calcoli successivi mostrano che tale differenza è di -2,8 a 12 settimane dall’inizio del programma riabilitativo e -2,5 a 24 settimane. Stiamo, quindi, sotto alla soglia richiesta per definire la “non inferiorità” del programma in teleriabilitazione rispetto a quello ambulatoriale. Inoltre, entrambi i gruppi hanno ottenuto vantaggi dal programma di esercizi, misurato sia in termini di Indice di disabilità del collo, che di mobilità del collo e qualità di vita correlata alla salute.

Fonte: Zhao Y, Zhang Y, Lin Y, et al. AI-Enabled Telerehabilitation for Chronic Nonspecific Neck Pain: Multicenter Randomized Controlled Trial. JMIR Form Res. 2026. doi: 10.2196/87487.

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