Negli ultimi anni ci sono state diverse sperimentazioni incentrate sull’uso della realtà virtuale come strumento riabilitativo. Grazie al contesto che riesce a creare, infatti, la realtà virtuale è in grado di catturare l’attenzione del paziente e di rendere la riabilitazione un’esperienza divertente, il che è particolarmente utile quando il percorso è lungo e ripetitivo. È il caso, per esempio, dell’ictus, la cui riabilitazione richiede impegno, costanza e molta pazienza per dare esiti che possano impattare sulla quotidianità del soggetto. Non a caso, il tasso di abbandono della riabilitazione da parte di pazienti con ictus nei trial clinici si aggira tra il 5% e il 10%. Una recente revisione a ombrello di revisioni sistematiche e metanalisi già presenti in letteratura, cerca di verificare la reale efficacia della realtà virtuale in questo contesto. I risultati sono pubblicati su Frontiers in Sports and Active Living.

Caratteristiche della revisione

Condotta da un team composto da membri dell’Università di Educazione Fisica di Xi’an e dell’Università Normale di Beijing, entrambe in Cina, questa revisione prende in considerazione 3 differenti esiti riabilitativi, ovvero sulla funzione motoria, sul passo e l’equilibrio e sull’aspetto cognitivo. In tutto le metanalisi incluse nel lavoro sono 10, per un totale di 130 studi incentrati sull’aspetto motorio, 81 su quello del passo e 23 sulle funzioni cognitive.

Ciò che emerge dallo studio è che l’uso della realtà virtuale nel percorso riabilitativo si associa a miglioramenti statisticamente significativi in diversi esiti di funzione, anche se con dimensioni e certezza variabile.

Aspetti che migliorano con la realtà virtuale

Secondo quando emerso, la realtà virtuale permetterebbe di raggiungere esiti molto interessanti nella deambulazione, nella velocità del passo, nella funzione motoria dell’arto superiore, nello score di equilibrio Berg Balance Scale e anche nella funzione cognitiva generale, come indicato dal Montreal Cognitive Assessment. Tuttavia, è utile sottolineare, come effettivamente fanno gli autori, che un esito statisticamente significativo non necessariamente è clinicamente significativo. Per capire se l’applicazione di una tecnologia porta effettivamente vantaggio clinico al paziente, occorre valutare cosa accade alle soglie della minima differenza clinicamente importante e stabilire dei punti di riferimento interpretabili. Inoltre, gli autori sottolineano che molte delle revisioni incluse nel lavoro si basano su una qualità metodologica criticamente bassa, che ne può facilmente influenzare le conclusioni.

Fonte: Du X, Guo Y, Chen Y et al. The impact of virtual reality exercise on motor function, balance and gait function, and cognitive function in stroke patients: an umbrella review of systematic reviews and meta-analyses. Front Sports Act Living. 2026. doi: 10.3389/fspor.2026.1860232.

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