La gestione del dolore associato all’artrosi di ginocchio può essere effettuata con tecniche differenti, spesso tra loro complementari, come l’uso di antinfiammatori non steroidei per via orale, l’esercizio terapeutico e le terapie fisiche, tra cui la tecar terapia. Anche device ortopedici, come plantari con il cuneo mediale, possono portare sollievo al dolore articolare, soprattutto in presenza di artrosi mediale. Se insufficienti, queste soluzioni possono essere affiancate da iniezioni intra-articolari di acido jaluronico, cortisone e, più di recente di plasma arricchito di piastrine.
Quest’ultima soluzione, in particolare, è ancora in fase di studio, in particolare per comprendere quale sia la composizione più efficace nel trattamento dell’artrosi. Una recente revisione della letteratura, condotta dal Dipartimento di Medicina del Dolore dell’ospedale affialiato all’Università di Yanbian (Cina), evidenzia proprio le componenti che devono essere presenti nel plasma arricchito di Piastrine perché agisca la sua azione anti-dolorifica. Lo studio è pubblicato su Journal of Pain & Palliative Care Pharmacotherapy.
Le vie d’azione del plasma arricchito di piastrine
Come indicato dagli autori della revisione, sono molti gli studi pre-clinici che dimostrano l’efficacia del plasma arricchito di piastrine nel ridurre il dolore associato all’artrosi di ginocchio: questa farmaco autologo agisce sul dolore sia per via diretta, riducendo l’infiammazione locale, sia per via indiretta, agendo come immuno-modulatore. Questa seconda caratteristica rende il plasma arricchito di piastrine capace di agire sul dolore simil-neuropatico, cosa che i normali analgesici non possono fare. Inoltre, questa sostanza biologica stimola anche la riparazione tissutale, grazie alla presenza di fattori di crescita come il “fattore di crescita trasformante beta”, il “fattore di crescita derivato dalle piastrine” e il “fattore di crescita dell’endotelio vascolare”.
Quale la migliore composizione?
Uno degli assi portanti della revisione è individuare la migliore composizione da utilizzare per la preparazione del plasma arricchito di piastrine. Gli autori hanno potuto osservare che, a livello clinico, le preparazioni con una concentrazione di piastrine compresa tra i 600 e i 900 × 109/L portano esiti ottimali; l’idea è di fornire a ogni iniezione 3,5 × 109 piastrine. Ci sono poi altri fattori che possono migliorare l’effetto del farmaco biologico. Il primo riguarda i leucociti: la revisione evidenzia che una preparazione con pochi leucociti è più efficace di una con tanti leucociti. Anche l’aggiunta di acido ialuronico permette di migliorare l’effetto anti-dolorifico del prodotto, garantendo l’efficacia da 6 a 12 mesi.
Fonte: Zheng YH, Li RS, Wang Z, et al. Research Progress of Platelet-Rich Plasma in the Treatment of Knee Osteoarthritis: Mechanisms, Efficacy, and Clinical Practice. J Pain Palliat Care Pharmacother. 2026. doi: 10.1080/15360288.2026.2731925.


