L’aumento delle richieste riabilitative, unito all’avanzamento tecnologico, ha portato nel tempo allo sviluppo di protocolli riabilitativi interattivi a distanza, basati su applicazioni piuttosto che su piattaforme specifiche. Ciò avviene anche per la riabilitazione di spalla dopo intervento artroscopico di riparazione dei legamenti della cuffia dei rotatori.

Un recente studio turco condotto dalla Pamukkale University mette a confronto gli esiti ottenuti con un programma riabilitativo convenzionale, con supervisione in presenza, con uno condotto a distanza. In tutto i pazienti coinvolti sono 40: 20 inseriti nel gruppo di studio e 20 in quello di controllo.

Protocolli a confronto

Vediamo quali sono i protocolli riabilitativi utilizzati nei due gruppi di lavoro. Iniziamo con il gruppo in presenza. Il percorso riabilitativo è iniziato subito il giorno dell’intervento con esercizi di range of motion e pompaggio manuale della parte. A partire dalla seconda settimana dopo l’intervento, i pazienti hanno iniziato anche a lavorare sul range of motion della spalla, aumentandolo progressivamente secondo le indicazioni fornite dallo specialista: prima arrivando a 45° di abduzione passiva e 90° di elevazione del braccio e poi, a partire dalla sesta settimana, arrivando a 90° di abduzione passiva. A questi esercizi ne sono stati poi uniti altri di rinforzo e resistenza.

Anche il gruppo sottoposto a riabilitazione tradizionale ha eseguito gli esercizi a casa, dopo averli appresi in sessione con il fisioterapista, con 2 appuntamenti settimanali in ospedale. I pazienti inclusi nel gruppo di riabilitazione a distanza, invece, sono stati istruiti sul da farsi sempre tramite piattaforma, potendo comunque comunicare con il team riabilitativo tramite una app. Anche in questo caso il lavoro è stato progressivo, fino ad arrivare a sessioni di allenamento da 40 minuti, 2 volte la settimana, per un periodo di 6 mesi. Gli esercizi proposti sono simili a quelli del gruppo convenzionale.

Gli autori hanno quindi confrontato gli esiti dei due gruppi. I parametri presi in considerazione sono: range of motion, gestione del dolore, rinforzo muscolare e funzionalità, valutata con il questionario “infortuni rapidi a carico di braccio, spalla e mano” (Q-DASH), nella versione turca.

I due gruppi ottengono esiti simili

La prima cosa da sottolineare è che lo studio non rileva differenze statisticamente significative tra i 2 gruppi per nessuno degli esiti presi in considerazione. Ciò sembra suggerire che la riabilitazione a distanza possa dare gli stessi outcome di quella supervisionata in presenza. Scendiamo però nel dettaglio e partiamo dal dolore: gli autori hanno evidenziato miglioramenti significativi nel dolore in entrambi i gruppi.

Gli autori riportano l’esempio del dolore durante il sonno, che passa da una media di 6.94 ± 2.81 punti prima dell’intervento a una media di 0.01 ± 0.02 punti a 6 mesi dall’intervento nel gruppo in presenza e da una media di 6.13 ± 3.09 pre intervento a una media di 0.28 ± 1.23 dopo 6 mesi dall’intervento nel gruppo seguito a distanza. Anche il range of motion migliora nel tempo in entrambi i gruppi. Per esempio, la flessione passa da una media di 115.9° ± 59.97° prima dell’intervento a una di 176.4° ± 16.1° a 6 mesi dall’intervento, nel gruppo di controllo, e da una media di 133° ± 52.46° a una di 179.15° ± 2.66° nel gruppo di studio.

Infine, la funzionalità migliora in entrambi i gruppi. L’indice utilizzato, Q-DASH, passa da una media di 50.45 ± 33.77 prima dell’intervento a una di 1.02 ± 2.14 dopo 6 mesi nel gruppo di controllo e da una media di 45.67 ± 20.74 prima dell’intervento a una di 0.90 ± 2.89 dopo 6 mesi nel gruppo sottoposto a riabilitazione a distanza. Lo studio è pubblicato su “Medicine”.

Çelikel A, Kitiş A, Yörükoğlu AÇ. Effectiveness of an interactive online exercise program following arthroscopic rotator cuff repair: A prospective comparative study. Medicine (Baltimore). 2026. doi: 10.1097/MD.0000000000048924.

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