Presentato in Italia l’esoscheletro Phoenix, sistema robotico assistito

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Si chiama Phoenix l’esoscheletro robotico che è stato presentato lo scorso 2 dicembre a Camerino, presso la Sala degli Stemmi di Palazzo Ducale, e il giorno successivo a Roma, presso l’Hotel Sheraton. Nato dalla collaborazione della Scuola Unicam di Scienze e Tecnologie di Camerino con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Berkeley, in California, e con un’azienda italiana, Phoenix potrà migliorare la vita di persone con disabilità motorie e/o ridotta mobilità e potrà essere utilizzato sia per uso domiciliare e quotidiano, sia in ospedali e centri per la riabilitazione. Tra le tante particolarità dell’esoscheletro – che vanta tra i suoi ideatori il professor Homayoon Kazerooni, uno dei maggiori esperti mondiali nel campo della robotica applicata alla bioingegneria – ci sono la modularità, la facilità di maneggevolezza, la semplicità di vestibilità da parte del paziente e, non ultimo, il costo contenuto. Ma qual è stato il contributo del team italiano al progetto? Il gruppo della Scuola Unicam si è occupato di ideare specifiche relative alla modellazione del cammino e di sviluppare applicazioni Ict dedicate per specializzare l’esoscheletro robotico a intervenire su patologie specifiche, come per l’ictus. Al momento l’esoscheletro è infatti da considerarsi un dispositivo generico, che non presenta peculiarità specifiche a malattie particolari.