Lesioni da piede diabetico, attenzione a dimensione e durata

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Piede diabetico

Un team statunitense ha pubblicato uno studio di coorte prospettico incentrato su modelli predittivi della possibilità di guarigione di una lesione da piede diabetico. Il team ha dimostrato che caratteristiche della lesione quali l’area interessata e la durata possono essere utilizzate come predittrici della guarigione o meno della lesione stessa entro 16 settimane di trattamento.

Un fattore che può incidere molto sulle scelte cliniche da prendere per il singolo paziente, anche per decidere le risorse da dedicarvi e per avere accesso a terapie più avanzate, sfruttate solo nei casi che non rispondono alle terapie convenzionali. Non solo: avere a disposizione un modello che permetta di capire se una ferita guarirà o meno sarebbe utile anche nell’allestimento di studi clinici.
I modelli utilizzati dagli autori sono basati su quanto già presente in letteratura e utilizzano un algoritmo di machine learning.

Gli autori confermano, quindi, che le due caratteristiche della lesione sopra citate devono essere tenute in considerazione quando si valutano i risultati di uno studio clinico o gli outcome di un centro di cura specifico: per questo, è importante che questi due parametri vengano presi in considerazione nell’allestimento degli studi di ricerca.

Lo studio ha visto la partecipazione della Scuola di Medicina della University of Pennsylvania di Philadelphia e della University of Maryland di Baltimora insieme al Penn Presbyterian Medical Center di Philadelphia, al MVS Woundcare and Hyperbarics di Towson (Maryland), alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York e alla Scuola di Medicina della University of Miami (Florida).

Il piede diabetico è un problema di grande rilevanza in medicina, essendo in crescita i casi di diabete nel mondo. Alla base di questa patologia ci sono due fattori chiave: la perdita di sensibilità alle estremità, tipica della neuropatia associata al diabete, e la arteriopatia. La prima porta il soggetto a non sentire dolore a seguito delle piccole lesioni che si generano a livello del piede, il che significa che il paziente non ci pone attenzione finché non siano di dimensioni rilevanti. La seconda determina un minor apporto di sangue alle estremità, e quindi anche di nutrienti e fattori riparativi della lesione, che impiega quindi molto più tempo del normale a guarire. E in effetti in alcuni casi, non guarisce.

A peggiorare il tutto intervengono anche le deformazioni che tipicamente si verificano a carico della struttura ossea dei soggetti con diabete, tra cui alluce valgo e altro: tali asperità provocano sfregamenti con le calzature, a loto volta causa di lesioni. Il piede diabetico si sviluppa in particolare in soggetti che non riescono a tenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue, mentre è più raro in un diabete controllato. Capire quanto una ferita è in grado di guarire è quindi di fondamentale importanza.

(Lo studio: Margolis DJ, Mitra N, Malay DS, Mirza ZK, Lantis JC, Lev-Tov HA, Kirsner RS, Thom SR. Further evidence that wound size and duration are strong prognostic markers of diabetic foot ulcer healing. Wound Repair Regen. 2022 Apr 26. doi: 10.1111/wrr.13019. Epub ahead of print. PMID: 35470507)

Stefania Somaré