Quando iniziare a caricare una caviglia dopo la fissazione chirurgica di una frattura instabile? La risposta tradizionale prevede spesso un periodo prolungato di immobilizzazione e assenza di carico, ma un nuovo trial randomizzato suggerisce che un approccio più precoce potrebbe accelerare il recupero senza compromettere la sicurezza della sintesi.
Uno studio pubblicato sul JB JS Open Access che ha coinvolto 52 pazienti adulti tra i 18 e i 65 anni ha cercato di rispondere a questa domanda. Tutti sottoposti a riduzione aperta e fissazione interna (ORIF) per una frattura unilaterale instabile di caviglia, i partecipanti sono stati assegnati a due gruppi: nel primo, il carico precoce (early weight-bearing, EWB) e la mobilizzazione sono iniziati dopo due settimane di non carico; nel secondo, il carico è stato rimandato di ulteriori quattro settimane, fino a sei settimane dall’intervento.
Ritorno al lavoro più rapido
Il principale risultato dello studio riguarda il tempo necessario per tornare al lavoro. I pazienti sottoposti al protocollo di carico e mobilizzazione precoci sono tornati alle proprie attività dopo una media di 41,38 giorni, rispetto ai 51,88 giorni del gruppo sottoposto a carico ritardato. La differenza, di circa 10 giorni, è risultata statisticamente significativa (p < 0,001). Anche il percorso riabilitativo è apparso più rapido. Nel gruppo EWB, l’85% dei pazienti ha richiesto meno di otto sedute di fisioterapia, contro appena l’11,5% nel gruppo con carico ritardato (p < 0,001).
Un ulteriore indicatore è stato l’Olerud-Molander Ankle Score (OMAS), utilizzato per valutare la funzionalità della caviglia. I punteggi sono risultati significativamente più elevati nel gruppo sottoposto a mobilizzazione precoce già a partire dalla sesta settimana e il vantaggio si è mantenuto nel corso del follow-up.
Migliore recupero dell’articolarità
Il protocollo precoce ha prodotto benefici anche sul range of motion (ROM) della caviglia. Le differenze tra i due gruppi erano già evidenti a sei settimane e sono rimaste significative fino a 12 mesi (p < 0,001). L’ipotesi alla base dell’approccio è che una mobilizzazione anticipata, una volta verificata la stabilità della fissazione, possa limitare la rigidità articolare e favorire più rapidamente il recupero della funzione. Nel protocollo dello studio, il gruppo EWB ha iniziato fisioterapia e carico protetto a due settimane dall’intervento, mentre il gruppo di controllo è rimasto in assenza di carico fino alla sesta settimana.
Nessun aumento delle complicanze
La questione centrale, soprattutto dopo la sintesi di una frattura instabile, è però la sicurezza del carico precoce. I dati dello studio non hanno evidenziato un incremento significativo delle complicanze: quelle della ferita si sono verificate nel 3,8 per cento dei pazienti del gruppo EWB e nel 7,7 per cento del gruppo a carico ritardato, senza una differenza statisticamente significativa (p=0,552). Anche i casi di fallimento della fissazione sono risultati comparabili tra i due gruppi. Il risultato suggerisce quindi che, nei pazienti adeguatamente selezionati e sottoposti a una fissazione stabile, anticipare il carico non sembra tradursi in un maggiore rischio di perdita della sintesi.
Implicazioni per il percorso riabilitativo
I risultati sono di interesse per l’intero percorso di gestione della frattura: dall’ortopedico al fisioterapista, fino ai professionisti che forniscono ausili e dispositivi ortopedici destinati alla fase postoperatoria. Un recupero più rapido della mobilità può, infatti, modificare anche le esigenze del paziente in termini di supporto, protezione e progressione del carico.
Il dato non significa, però, che il carico precoce debba essere applicato indistintamente a tutte le fratture di caviglia. La stabilità della sintesi, il tipo di frattura, le condizioni dei tessuti molli e le caratteristiche individuali del paziente rimangono elementi determinanti nella scelta del protocollo.
Conclusioni
Tuttavia, come sempre, gli autori invitano alla prudenza: lo studio ha coinvolto soltanto 52 pazienti ed è stato condotto in un unico centro. Sono quindi necessari trial più ampi e multicentrici per confermare i risultati prima di considerare il carico precoce come approccio standard.
Nel complesso, tuttavia, il trial aggiunge nuove evidenze a favore di una riabilitazione postoperatoria meno conservativa: dopo una fissazione interna stabile di una frattura instabile di caviglia, mobilizzazione e carico protetto già a due settimane potrebbero accelerare il recupero funzionale e il ritorno alle attività quotidiane senza aumentare le complicanze.
Fonte: Mollaabbasi M et al. Impact of Weight-Bearing and Early Mobilization in Patients After Internal Fixation of Unstable Ankle Fractures: A Randomized Controlled Trial. JB JS Open Access. 2026;11(2):e25.00086. DOI: 10.2106/JBJS.OA.25.00086.



