Fratture da stress, ecografia utile per diagnosi sul posto

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Esistono sport e attività lavorative che producono ripetuti e lievi microtraumi a carico delle ossa con lesioni che, nel tempo, si sommano fino a produrre una vera e propria frattura. Si parla allora di fratture da stress, che si verificano nel 95% dei casi a carico degli arti inferiori.

A livello sportivo, gli atleti più a rischio sono maratoneti, ballerini, ginnasti, saltatori, giocatori di basket e canoisti, questi ultimi sono più a rischio di fratture degli arti superiori. Al di fuori del mondo sportivo, ci sono i soldati e tutti coloro che devono indossare calzature rinforzate per lunghi periodi di marcia. Se diagnosticate per tempo, le fratture sa stress possono essere curate prima di dare luogo a una frattura vera e propria, ovvero quando sono ancora delle fessurazioni a livello osseo.

In questa fase, il paziente sente un dolore persistente all’osso, anche a riposo, ma meno intenso di quello che viene da una frattura completa. Sta al professionista che lo assiste capire qual è il problema e indagare in modo corretto. Dal punto di vista diagnostico, non esistono test clinici che permettano di individuare una di queste fratture, ma occorre affidarsi all’imaging, in particolare alla risonanza magnetica o alla tomografia computerizzata.

Si tratta, però, di un esame costoso e che richiede al paziente di essere trasportato in una struttura apposita. L’ecografia sarebbe invece il mezzo ideale per poter effettuare l’indagine in loco, senza bisogno di spostamenti.

Può essere funzionale? Secondo uno studio prospettico cieco di coorte statunitense, sì. Gli autori, afferenti a vari enti, hanno valutato 37 pazienti con sospetto di frattura da stress agli arti inferiori, tutti sottoposti sia a RM e che a ecografia: paragonando gli esiti dei due esami, si è potuto valutare l’efficacia dell’ecografia nel diagnosticare queste fratture.

A tal fine è stato utilizzato un sistema di valutazione a 8 punti per l’ecografia e i criteri Fredericson and Nattiv22 per la RM. Vediamo quindi i risultati dello studio. 30 atleti sono risultati positivi a frattura da stress con la RM, per lo più a livello di metatarso (54%) e tibia (32%), e 7 pazienti hanno ricevuto una diagnosi negativa.

Da parte sua, l’ecografia ha dimostrato una sensibilità di 0.8 e una specificità di 0.71 nell’individuare fratture da stress. Per questo gli autori la indicano come strumento utile nel fare diagnosi sul posto, per poi eventualmente sottoporre a RM i pazienti in dubbio. Ovviamente, sono necessarie ulteriori ricerche per capire se l’ecografia possa essere utile anche nel follow up di questi pazienti.

(Lo studio: Syrop I, Fukushima Y, Mullins K, Raiser S, Lawley R, Bosshardt L, Finlay A, Ray J, Fredericson M. Comparison of Ultrasonography to MRI in the Diagnosis of Lower Extremity Bone Stress Injuries: A Prospective Cohort Study. J Ultrasound Med. 2022 Mar 22. doi: 10.1002/jum.15977. Epub ahead of print. PMID: 35316862)

Stefania Somaré