Esercizi di core stability dopo ricostruzione del crociato anteriore in giovani sportivi

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La rottura del legamento crociato anteriore è tra gli infortuni più frequenti negli sportivi ed è alta la percentuale di quanti non riescono a tornare alle performance pre trauma (37%), così come quella di chi va incontro a una nuova rottura (30%).
È possibile che l’alto tasso di recidive sia legato a cambiamenti nei pattern neuromuscolari conseguenti alla prima lesione e al successivo intervento. Di qui l’idea di lavorare su un ripristino dei pattern corretti sia per facilitare un ritorno all’atto sportivo sia per ridurre le recidive.

Uno studio randomizzato controllato iraniano ha testato questa ipotesi su un piccolo gruppo di atleti sottoposti a riparazione dell’ACL negli 8-12 mesi precedenti con autograft e rientrati all’attività sportiva dopo la fase riabilitativa.
Il gruppo di studio ha seguito un training di core stability per 8 settimane prima di riprendere gli allenamenti con la squadra.
Il training consiste di una prima fase di riscaldamento, seguita da 8 esercizi a terra specifici per allenare, da eseguirsi 3 volte la settimana, sotto la supervisione del fisioterapista: ogni set di esercizi è stato eseguito 3 volte, con intensità crescente da 30s a 60s.

Gli autori hanno poi valutato per entrambi i gruppi, mettendole a confronto, la resistenza di base, la forza isometrica dei muscoli dell’anca e la cinematica del ginocchio, in particolare valgismo e angolo di flessione.
Ogni misurazione è stata fatta prima e dopo l’intervento di core stability.

Vediamo i risultati, partendo dalla resistenza di base, cresciuta considerevolmente nel gruppo di studio nelle 8 settimane, con valori che vanno dal 42% per la resistenza di flessione del tronco al 62% per la panca eseguita sul lato destro.
Per l’anca si è osservato un rinforzo del 40% dei rotatori esterni e del 23% degli abduttori, mentre nel gruppo di controllo questi muscoli non si sono rinforzati, se non minimamente.

Gli effetti più evidenti dell’allenamento di core stabilità, però, si sono rilevati nella cinematica di ginocchio, dove si è osservata una riduzione del 63% dell’angolo in valgo del ginocchio, mentre nel gruppo di controllo questa misura è addirittura aumentata del 22%.

Lo studio ha dimostrato l’efficacia del protocollo di training su alcune caratteristiche dell’atleta, suggerendo di inserirlo nel programma di quanti hanno una storia di rottura dell’ACL nelle attività di riscaldamento mattutine (richiede solo pochi minuti per essere svolto).
Inoltre, studi randomizzati con follow-up adeguato possono contribuire a verificare se gli esiti dell’allenamento di core stability hanno davvero effetti positivi sul tasso di recidiva e sulle performance dell’atleta.

(Lo studio: Saki, F., Shafiee, H., Tahayori, B. et al. The effects of core stabilization exercises on the neuromuscular function of athletes with ACL reconstruction. Sci Rep 13, 2202 (2023). https://doi.org/10.1038/s41598-023-29126-6)

Stefania Somaré