Disabili: servono aiuti concreti e organizzati

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Doctor talking with aged patientNel 1999, con l’approvazione del decreto ministeriale 332 da parte del Ministero della Sanità (intitolato Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale) sono state introdotte pubbliche procedure di acquisto per l’individuazione dei fornitori e la determinazione dei prezzi per alcuni tipi di dispositivi. Il documento, tuttavia, ha presentato da subito diverse lacune. «Descrizioni generiche, relative ai prodotti datati o scomparsi perché inefficaci; normativa unica per categorie di dispositivi molto diversi tra loro; assenza di un “razionale” valido per la discriminante tra prodotti con fornitura ad personam e prodotti acquistabili a gara», spiega Maria Teresa Agati, presidente del Csr. Dopo 15 anni di promesse la questione è stata sollevata davanti alla Commissione per i Diritti Umani del Senato; convocata dalla commissione, Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, ha ribadito che il problema è dato dalla carenza di fondi; le controargomentazioni dell’Associazione sono in un dossier consegnato al ministro. Eppure ci sono esperienze che hanno saputo o sanno coniugare l’esigenza di appropriatezza delle prestazioni offerte ai cittadini con disabilità con l’esigenza di controllo della spesa pubblica, come quella pluriennale di gare consorziate di alcune Asl lombarde.