Una lesione che coinvolge due o più tendini, con retrazione al bordo glenoideo in qualsiasi piano e che è irreparabile sotto qualsiasi circostanze: è questa la definizione di lesione massiva alla cuffia dei rotatori non riparabile. Le stime parlano di un’incidenza, per questa condizione, del 40% di tutte le lesioni alla cuffia dei rotatori, ma non si riesce a definire un’incidenza precisa per gli anziani. Di recente, la rivista Physical Therapy ha pubblicato uno studio multicentrico in cui viene valutata la condizione clinica di pazienti con lesione massiva alla cuffia dei rotatori non riparabile, con follow up di almeno 4 anni.

Gli autori hanno cercato correlazioni tra la condizioni clinica e altri fattori, come quelli di carattere sociale. L’intento finale era di individuare alcuni consigli da seguire per supportare il medico nella scelta del miglior percorso per il dato paziente anziano con questo tipo di lesione. Lo studio è stato condotto dall’Università Autonoma del Cile di Santiago, con l’Unità Centrale della Valle del Cauca, in Colombia. Hanno poi collaborato enti in Equador, Belgio, Irlanda e Spagna.

Gli esiti a 4 anni dall’inizio del percorso

Questo studio prospettico ha coinvolto 92 pazienti di età superiore ai 60 anni e con lesione massiva non riparabile alla cuffia dei rotatori. Tutti i pazienti sono stati trattati per via conservativa, con farmaci antinfiammatori non steroidei, un programma di terapia fisica di 12 settimane, esercizi domiciliari e, se necessario, iniezioni di cortisone. Gli outcome sono stati misurati a 3 mesi, a 1 anno e poi a 4 anni dall’inizio del percorso conservativo.

Gli autori hanno scelto come indici per valutare lo stato dei pazienti il questionario di Constant-Murley, il questionario di disabilità di braccio, spalla e mano e la scala visuale analogica per l’intensità del dolore. I risultati delle misurazioni mostrano come la maggior parte dei partecipanti allo studio, l’82%, abbia ben risposto al percorso offerto, con importanti miglioramenti alla spalla presenti già a 3 mesi e perdurati fino ai 4 anni. Solo il 17% dei partecipanti si è sottoposto a intervento chirurgico entro un anno dall’inizio del percorso conservativo, per mancata risposta.

Possibili fattori predittivi

Come anticipato, lo studio intendeva individuare delle caratteristiche capaci di indicare se il paziente risponderà o meno al percorso conservativo per la lesione massima non riparabile della cuffia dei rotatori. Gli autori hanno individuato un paio di fattori interessanti: la maggior durata dei sintomi e l’abitudine al tabacco. In entrambi i casi, i miglioramenti sono minimi e la funzionalità della spalla non viene recuperata al meglio. C’è poi un altro fattore, ovvero la presenza di diabete mellito, che incide negativamente sull’intensità del dolore, mantenendola alta. Data la dimensione del campione, occorrono ulteriori conferme per poter parlare di fattori predittivi. Tuttavia, il lavoro traccia delle traiettorie interessanti.

Fonte: Gutiérrez-Espinoza H, Ríos-Riquelme M, Valenzuela-Fuenzalida J, et al. Long-Term Clinical Outcomes and Factors Associated With Response in Older Adults With Massive Irreparable Rotator Cuff Tears: A Four-Year Prospective Cohort Study. Phys Ther. 2026. doi: 10.1093/ptj/pzag113.

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