La maggior parte degli interventi chirurgici per frattura di femore avviene in soggetti anziani. In Italia le fratture di femore interessano, negli over 65, sei persone ogni mille l’anno, per un totale di circa 85mila nuove fratture, delle quali oltre il 90% richiede un intervento chirurgico di fissazione, se non addirittura la protesizzazione.
La fragilità dei soggetti anziani fa sì che una percentuale di pazienti compresa tra il 20% e il 50% vada incontro a delirio nel post operatorio e a condizioni di stress. Il dolore è una delle principali cause di questa condizione: per questo, ci sono studi che valutano l’uso di anestesie in grado di gestire il dolore post-operatorio nelle prime ore successive l’intervento.
Un recente lavoro randomizzato cinese, pubblicato su PeerJ dall’Ospedale di Medicina Tradizionale Cinese di Jiaxing e dall’Ospedale Universitario di Jiangsu, si concentra sull’impatto che il blocco nervoso precoce della fascia iliaca può avere sulle condizioni cognitive del paziente anziano sottoposto ad artroplastica di anca a seguito di una frattura di femore. Nello studio gli autori confrontano gli effetti che questo tipo di anestesia può dare utilizzandola in diversi momenti temporali. I pazienti coinvolti sono 79.
Outcome selezionati
Gli autori hanno suddiviso in modo casuale i 79 pazienti in 2 gruppi: uno è stato sottoposto all’anestesia spinale, con blocco della fascia iliaca un giorno prima dell’intervento, mentre l’altro solo un’ora prima. Outcome primario di questo studio è l’incidenza del delirio nei 7 giorni successivi l’intervento.
I ricercatori hanno poi stabilito degli outcome secondari, come differenze nello score del dolore, nel tempo trascorso prima di dover effettuare una ulteriore analgesia, nell’uso cumulativo degli oppioidi, nel tempo di recupero delle funzioni motorie, nella qualità del sonno, nel tempo trascorso prima della dimissione e la qualità del recupero.
I risultati ottenuti
Una volta confrontati tutti i dati tra i due gruppi, gli autori hanno potuto osservare che i pazienti sottoposti a blocco nervoso precoce hanno un rischio inferiore del 4,7% di sviluppare delirio rispetto agli altri. Tuttavia, questa percentuale è considerata bassa e andrebbe rivalutata in futuri studi.
Per quanto riguarda gli outcome secondari presi in considerazione, solo il dolore a riposo ed evocato da movimento misurato a 6 ore dall’intervento presenta delle differenze tra i due gruppi: si parla di valori di 2,46 ± 0,80 contro 2,95 ± 1,21 per il dolore a risposo e di valori di 3,24 ± 0,83 contro 3,79 ± 1,17 per il dolore evocato, dove il primo valore si riferisce al gruppo trattato il giorno precedente l’intervento e il secondo a chi ha ricevuto l’anestesia un’ora prima dell’intervento. Gli autori sottolineano però che questa differenza svanisce dopo correzione per confronti multipli.
Non si misurano differenze negli altri momenti di valutazione del dolore, così come negli altri parametri presi in considerazione. Visti gli esiti ottenuti, gli autori suggeriscono che l’uso precoce del blocco nervoso sia inefficace nel ridurre il delirio post-operatorio. Servono ulteriori studi in popolazioni più ampie.
Fonte: Zeng R, Li J, Wei Z, et al. Effect of early regional anesthesia on postoperative cognitive function and the perioperative stress response in patients with hip fractures: a randomized controlled trial. PeerJ. 2026. doi: 10.7717/peerj.21764.



