Come cambia la produzione di ortesi

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Il mercato degli ausili ortopedici è in ascesa e sta lentamente modificando la tecnologia di produzione, introducendo nel tempo approcci tipici dell’industria manifatturiera, come la stampa 3D.
Esiste tuttavia una forte tradizione artigiana in questo settore che fatica, in alcuni casi, a concedere spazio alla tecnologia.

Una recente review sostiene l’utilità della prototipazione rapida (RPT) e della tecnologia additiva (AMT) che, utilizzate in sinergia, possono portare alla realizzazione di un dispositivo perfettamente su misura per il paziente, con precisione sartoriale, e alla sua ricostruzione 3D (J. Barrios-Muriel, F. Romero-Sánchez, F.J. Alonso-Sánchez, D. Rodríguez Salgado, Advances in orthotic and prosthetic manufacturing: a technology review. Materials 2020, 13, 295).

Inoltre, queste tecnologie conferiscono al settore ortopedico la possibilità, per esempio, di utilizzare nuovi materiali e di effettuare test virtuali, oltre che di migliorare la funzionalità dei dispositivi per la riabilitazione.

I ricercatori sottolineano che un’azienda per poter effettuare questo upgrade deve investire in macchinari, materiali e formazione, percorso che è non sempre facile.

Un aiuto potrebbe venire dallo sviluppo della stampa 3D, che nel tempo potrebbe abbattere una parte dei costi.
Lo studio si conclude con una considerazione: lo sviluppo del settore deve rispettare i canoni della qualità.
In particolare, non devono mai essere perse di vista l’acquisizione dei dati antropometrici del paziente, la progettazione del prodotto, la selezione del materiale più adeguato, lo studio del processo di produzione e la presenza di un servizio clienti.

Queste azioni, tutte insieme, possono velocizzare la produzione di un’ortesi e quindi anche la sua consegna all’utente finale.
Non ultimo, queste tecnologie garantiscono un comfort elevato rispetto a quelle di odierna progettazione.

Stefania Somaré

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