Cadute nei grandi anziani, valutare il rischio con cambio direzione del TUG test

1509

Una sedia, un cronometro e un nastro per indicare la distanza di tre metri dalla sedia: questo è tutto ciò che occorre per eseguire un timed up and go test – TUG, molto utilizzato per valutare il rischio di caduta di un paziente e il suo livello di equilibrio, sia statico sia dinamico. Il paziende deve indossare le sue scarpe abituali, sedersi sulla sedia e, al via, alzarsi, quindi percorrere la distanza di 3 metri, girarsi e tornare verso la sedia per poi risedersi.
Se necessario, il soggetto può utilizzare un device per la mobilità. Tutto il processo viene cronometrato.
Uno studio brasiliano, condotto dalla Pontifical Catholic University of Rio Grande do Sul (PUCRS) di Porto Alegre, suggerisce che nei grandi anziani sia sufficiente concentrarsi su una sola parte del test per identificare quelli a maggior rischio di caduta: la fase di giro su se stessi a 180° per tornare verso la sedia. Pubblicato su Journal of Aging and Physical Activity (JAPA), lo studio si concentra su 60 soggetti di età superiore agli 85 anni, tutti seguiti a domicilio e sottoposti al test TUG “single-task” e al TUG “ouble-task.

Nel corso dell’esecuzione del test, i partecipanti hanno indossato un sensore inerziale. I risultati dei test sono stati analizzati statisticamente e associati ad altre informazioni relative la vita del paziente: livelli di attività fisica, stato mentale, sintomi depressivi, cadute precedenti, numero e tipo di medicine in uso e auto-percezione dell’equilibrio.

È noto, infatti, che i fattori che influenzano il rischio di caduta in un soggetto anziano sono molteplici e includono, senza dubbio, anche la paura di cadere, la qualità della vista e il tipo di terapia farmacologica in uso: in particolare psicofarmaci, antiaritmici e diuretici possono favorire una caduta.
L’analisi statistica ha evidenziato che tanto nel TUG single task, quanto in quello double task, la fase del giro a 180° fitta meglio con la storia di cadute del soggetto rispetto ai test completi, avendo una capacità predittiva tre volte migliore.
Ciò significa che potrebbe essere utilizzato, da solo, per valutare al meglio la funzionalità motoria dei soggetti a rischio di caduta. Nella vita reale è poi importante eliminare, per quanto possibile, ogni ostacolo metta a rischio il passo dell’anziano: almeno l’ambiente domestico deve essere sgombro e sicuro. Prevenire le cadute è essenziale, sia da un punto di vista emotivo che fisico.

Nel primo caso, ogni caduta incide negativamente sullo stato psicoemotivo del soggetto, facendo crescere la paura di cadere di nuovo e inducendolo a movimenti che lo mettono, effettivamente, in maggior rischio. Nel secondo, è noto che ogni caduta porta a una perdita di autonomia da parte del soggetto, il cui corpo non ha più la capacità riparativa e l’elasticità di quello di un giovane. Ogni caduta aumenta, quindi, sensibilmente la possibilità di cadere nuovamente.

(Lo studio: Brauner FO, Figueiredo AI, Urbanetto MS, Baptista RR, Schiavo A, Mestriner RG. The 180° Turn Phase of the Timed Up and Go Test Better Predicts History of Falls in the Oldest-Old When Compared With the Full Test: A Case-Control Study. J Aging Phys Act. 2022 Oct 10:1-8. doi: 10.1123/japa.2022-0091. Epub ahead of print. PMID: 36216335)

Stefania Somaré