Rejoint, produttore bolognese di protesi ortopediche, introduce la mass customization e la personalizzazione della terapia attraverso una combinazione di additive manufacturing (AM), tecnologia electron beam melting (EBM) e analisi computerizzata dei dati intra e postoperatori raccolti attraverso wearable sensorizzati e connessi IoT.
Il corretto e preciso dimensionamento e posizionamento è uno dei fattori critici per la riuscita dell’intervento. Sovra o sottodimensionamenti si traducono nella consapevolezza costante da parte del paziente di avere un’articolazione artificiale, oltre alla possibilità di decadimento muscolare e legamentoso.

L’insoddisfazione, che può interessare 1 paziente su 5 se non 1 su 4, è legata in larga parte al non ottimale dimensionamento della protesi.

Per produrre protesi in AM, Rejoint parte dalla modellazione 3D basata sulla TAC del paziente; algoritmi di IA analizzano le immagini e individuano la taglia più adatta all’anatomia del singolo paziente.

Al chirurgo viene proposta la configurazione ottimale, sia per posizionare le componenti protesiche sia per simulare l’operazione.

L’azienda sta lavorando con GE Additive per ridurre i costi di produzione legati alle polveri, concentrandosi sulla riduzione dei tempi di ciclo e l’ottimizzazione dei parametri, anche attraverso lo sviluppo del controllo in remoto delle stazioni di produzione.
Per i pazienti più giovani e con patologie meno acute Rejoint sta sviluppando, infine, una protesi mono-compartimentale con un design mininvasivo e tecnologie chirurgiche robotiche.

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