La produzione di ortesi su misura richiede tempi tecnici anche lunghi, che determinano tempi d’attesa per il paziente altrettanto lunghi.
In questo lasso di tempo il paziente è spesso chiamato dal tecnico ortopedico per effettuare misurazioni. Questo passaggio va ripetuto, dato che molte ortesi devono essere sottoposte a ricorrenti revisioni.

Per ovviare a questo problema, un team di lavoro del Royal National Orthopaedic Hospital- NHS Trust di Stanmore (UK) ha sviluppato un workflow digitale che permette di ottenere un’ortesi stampata in 3D partendo dai dati di una scansione 3D (Hale, L., Linley, E. & Kalaskar, D.M. A digital workflow for design and fabrication of bespoke orthoses using 3D scanning and 3D printing, a patient-based case study. Sci Rep 10, 7028, 2020).

Il tutto dovrebbe rendere il sistema più rapido.
Inoltre, secondo gli autori, la commistione tra scansione 3D e stampa 3D permetterebbe di creare dei progetti base ma modificabili, da rendere disponibili agli specialisti, che potrebbero da qui personalizzare le ortesi, anche seguendo i feedback dei pazienti stessi.
In questo modo i pazienti parteciperebbero alla realizzazione della propria ortesi.

Il metodo è stato utilizzato su un paziente neuropatico con forti problemi di instabilità cervicale, per il quale nessun approccio terapeutico messo in atto aveva dato gli esiti sperati.
La realizzazione di un workflow digitale prevede l’uso di software che rendono il processo semi-automatico.
I ricercatori hanno quindi rilevato le misure necessarie del paziente con la testa nella corretta posizione (da evidenziare che lo scanner 3D scelto per la realizzazione del workflow digitale è stato validato confrontandone le misurazioni con misurazioni reali).

Si è scelto di usare un materiale poroso che alleggerisce l’ortesi e al tempo stesso ne riduce il costo.
Sono stati necessari 4 prototipi per arrivare al prodotto conclusivo: ognuno è stato testato dal paziente nella sua quotidianità per ottenere un feedback.

Sulla base di questo feedback, la squadra di ingegneri e medici ha apportato delle modifiche, ottenendo un prodotto davvero personalizzato, che il soggetto riesce a indossare 4 ore al giorno.
Questo è un processo che va preso in considerazione per le casistiche più particolari, ossia quelle che non rispondono bene ai tutori e alle ortesi già in commercio.

Stefania Somaré

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