Un italiano alla guida della Società Internazionale di Biomeccanica

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Alberto Leardini

È l’ingegner Alberto Leardini, responsabile del Laboratorio di Analisi del Movimento degli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, il nuovo presidente eletto della Società Internazionale di Biomeccanica (ISB), ente che dal 1973 favorisce la creazione di percorsi innovativi tramite la promozione di incontro tra i diversi esperti mondiali e il sostegno di progetti ritenuti di interesse.

L’ing. Leardini ha sottolineato: «è un riconoscimento internazionale di grande prestigio sia per l’Istituto Rizzoli sia per Bologna e l’Italia, in quanto l’ISB è la società scientifica più importante nel campo della biomeccanica, la disciplina che porta le teorie della meccanica alle applicazioni sul corpo umano».

Leardini è stato eletto da esperti dei cinque Continenti in virtù della sua vasta esperienza. Esperienza che ha coinvolto in molti casi lo stesso Rizzoli.

Lo conferma lo stesso neoeletto presidente di ISB: «al Rizzoli siamo da sempre all’avanguardia e molto spesso anche pionieri nelle sostituzioni protesiche e nelle ricostruzioni muscolo-scheletriche, con interventi che hanno segnato la storia dell’ortopedia internazionale come la prima protesi di caviglia a compatibilità legamentosa e gli interventi di protesi di femore, tibia e rotula assistiti dal calcolatore.

Questi interventi, di notevole complessità, sono resi possibili esclusivamente dallo studio combinato tra il chirurgo ortopedico e l’ingegnere biomeccanico, dapprima pianificandoli e progettandoli in laboratorio, e poi seguendo insieme l’operazione, che può anche svolgersi con il supporto di guide di taglio personalizzate o dispositivi computerizzati.

Ma non solo: nei nostri laboratori l’analisi attenta del risultato sul paziente continua seguendolo anche dopo l’intervento, sia nell’immediato post-operatorio sia nei programmi di riabilitazione dell’apparato muscolo-scheletrico a medio e lungo termine, per esempio con l’analisi strumentale della camminata e del carico plantare, misure radiografiche sulla stabilità della protesi e sulla mobilità dell’articolazione ricostruita.
Grazie ai più recenti passi avanti nella biomeccanica e nella tecnologia, arriviamo a essere in grado di affiancare i chirurghi ortopedici per progettare insieme impianti personalizzati in base alla situazione del singolo paziente e realizzati con la stampa 3D».

Stefania Somaré

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