Tunnel carpale e intrappolamento ulnare, le professioni più a rischio

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Sindrome del tunnel carpale e intrappolamento del nervo ulnare a livello del tunnel cubitale sono due neuropatie periferiche causate dalla compressione di un nervo (il mediano nel primo caso, l’ulnare nel secondo) a carico di strutture anatomiche e si caratterizzano per la presenza di formicolio, intorpidimento e dolore a livello di gomito, polso e mano.

La compressione può essere determinata da una frattura locale, ma anche da infiammazione dei tessuti con edema.

Tra le due, la prima condizione è più frequente, con incidenza media stimata di 376 casi annui ogni 100.000 persone. La seconda, invece, ha un’incidenza media di 25 casi annui ogni 100.000 persone.

Entrambe le condizioni possono essere innescate e peggiorate da movimenti ripetuti a carico dell’articolazione interessata, quindi il polso o il gomito, motivo per il quale possono presentarsi con particolare frequenza in talune categorie di sportivi o lavoratori.

Uno studio svedese ha verificato se vi siano professioni particolarmente rappresentate tra i pazienti trattati chirurgicamente o per tunnel carpale o per compressione del nervo ulnare.

Gli autori hanno quindi rivalutato a posteriori le informazioni relative a 9030 pazienti operati per tunnel carpale e 1269 per compressione del nervo ulnare presente nel registro nazionale HAKIR – Swedish National Quality Register for Hand Surgery. In entrambi i casi, il periodo di riferimento va dal 2010 al 2016.

L’intensità dei sintomi è stata calcolata nella fase preoperatoria con il questionario QuickDASH. Ed ecco quello che hanno osservato: tra i pazienti operati per tunnel carpale le categorie professionali più rappresentate sono quelle dell’assistente infermiere, dell’infermiere, bambinaie, badanti e assistenti personali, carpentieri, muratori, lavoratori nell’ambito edilizio, addetti alle pulizie e meccanici; per quanto riguarda la compressione del nervo ulnare, invece, i professionisti più presenti sono assistenti infermieri, badanti e assistenti personali.

È stato inoltre possibile verificare che, almeno per quanto riguarda il tunnel carpale, i sintomi preoperatori sono più forti nei lavoratori manuali rispetto a quelli non manuali. Questo studio conferma quanto già presupposto in ambito ortopedico, ovvero che il lavoro svolto ha una certa importanza nello sviluppo di queste due patologie.

Ciò può essere di aiuto sia nella fase diagnostica che in quella postchirurgica: nel primo caso, la professione del paziente può concorrere a far nascere un dubbio in presenza di certi sintomi, favorendo le analisi diagnostiche successive; nel secondo, invece, occorre porre attenzione alla professione del paziente per stabilire il miglior percorso riabilitativo e di follow up. Non è da escludere che certe professioni favoriscano recidive.

Gli autori afferiscono a tre istituti svedesi: l’Ospedale di Helsingborg, la Lund University di Malmö e lo Skåne University Hospital di Malmö.

(Lo studio: Linde, Filippa MSc1, 2; Rydberg, Mattias MD2, 3; Zimmerman, Malin MD, PhD1, 2 Surgically treated carpal tunnel syndrome and ulnar nerve entrapment at the elbow in different occupations and their effect on surgical outcome, Journal of Occupational and Environmental Medicine: May 4, 2022 – Volume – Issue – 10.1097/JOM.0000000000002539 doi: 10.1097/JOM.0000000000002539)

Stefania Somaré