Tallonite da fascite, utilità dei plantari personalizzati

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Pratica di sport che sollecitano il legamento arcuato del piede, presenza di piede piatto o cavo, uso di scarpe con suola piatta o tacchi troppo alti, età compresa tra i 40 e i 60 anni, sovrappeso o obesità e mansioni lavorative che costringono a stare molto in piedi: queste sono le cause principali che portano allo sviluppo di fascite plantare, una delle patologie più diagnosticate a livello di piede.

L’uso di ortesi di piede personalizzate è tra le pratiche terapeutiche più diffuse per trattare questa patologia che si manifesta con dolore al passo. Sebbene questa strategia dia esiti spesso positivi in termini di dolore, non è ancora chiaro se possa influenzare la cinematica del piede e dell’arto inferiore.

Un team di ricerca tailandese si è dedicato proprio a indagare questi fattori.

Confronto tra plantare prefabbricato e personalizzato

35 i soggetti inclusi nello studio, oltre la metà donne, di età media 40,5 anni e con sintomi persistenti da almeno 12 mesi e mezzo. Tutti i soggetti sono stati dotati di un plantare prefabbricato e di uno personalizzato, per poter confrontare gli effetti su piede e arto inferiore.

Lo studio si compone di una valutazione di effetto immediato, realizzata in laboratorio, per osservare le differenze tra i dispositivi utilizzati. Ai partecipanti è stato quindi chiesto di camminare prima solo con le scarpe, poi indossando i plantari prefabbricati e, da ultimo, con i plantari personalizzati, nel mentre i ricercatori osservavano alcuni parametri: antiversione femorale, torsione tibiale, inversione/eversione della caviglia, postura del piede e angolo del piede posteriore e del piede anteriore.

Inoltre, si è valutata la cinematica del piede di ogni partecipante. Questa prima parte ha permesso di evidenziare che il plantare personalizzato riduce: il numero di movimenti dell’avampiede e del retropiede sul piano trasversale, soprattutto nella fase di contatto con il terreno; i movimenti del retropiede sul piano coronale, con medio effetto durante la fase di midstance; i movimenti dell’avampiede nel piano frontale, quelli del ginocchio sul piano trasversale e quelli dell’alluce valgo nella fase propulsiva del passo.
Il plantare personalizzato garantisce, quindi, maggiore stabilità al paziente.

I plantari usati: A plantare prefabbricato, B plantare personalizzato, C visione inferiore dell’arco di supporto, D cuneo mediale (credits: gli autori)

Risultati dopo un mese di utilizzo del plantare personalizzato

Concluso il primo test, i pazienti hanno ricevuto indicazioni di utilizzare il plantare personalizzato per un mese, per almeno 6 ore al giorno durante le attività di movimento e carico del peso. Completato il follow up, gli autori hanno misurato l’indice di funzione del piede (FFI) e la Scala Visuale Analogica (VAS) per il dolore per ogni paziente, confrontandoli con quelli di partenza. Si è così osservato che il plantare personalizzato incide in modo significativo sul dolore percepito, soprattutto su quello mattutino e sui picchi. Anche lo score FFI ha visto miglioramenti interessanti. Inoltre, gli autori hanno osservato una riduzione nel tempo di stance, di double support e di stride, con contemporaneo aumento della cadenza e della velocità del passo. Infine, i partecipanti hanno dichiarato di trovare questi plantari più comodi di quelli prefabbricati. Produrre un plantare personalizzato ha costi maggiori rispetto a quelli prefabbricati, ma se gli outcome sul dolore e sulla funzione del piede e dell’arto inferiore sono migliori, può essere conveniente sostenere l’investimento.

(Lo studio: Harutaichun P, Vongsirinavarat M, Sathianpantarit P, Thong-On S, Richards J. The clinical and biomechanical effects of customized foot orthoses in individuals with plantar heel pain: A pre-post intervention study. Gait Posture. 2023 Sep;105:163-170. doi: 10.1016/j.gaitpost.2023.08.003. Epub 2023 Aug 10. PMID: 37573761)