Sport utile per rallentare la progressione della scoliosi

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Negli ultimi anni le evidenze scientifiche che una scoliosi idiopatica possa essere trattata per via conservativa sono cresciute notevolmente.

L’iter prevede esercizi fisioterapici mirati affiancati dall’uso di un corsetto specifico a seconda della gravità della curva.

Inoltre, le linee guida dell’International Society on Scoliosis Orthopedic and Rehabilitation Treatment (SOSORT) suggeriscono che i ragazzi con scoliosi possano trarre beneficio dall’attività sportiva.

Non tutti gli specialisti sono però d’accordo, anche perché ci sono studi in letteratura che evidenziano una correlazione tra alcuni sport e lo sviluppo di scoliosi. Altrettanti, a onor del vero, non trovano alcuna associazione. Insomma, la tematica è ancora attiva.
In questo panorama, l’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale da tempo sostiene il valore dello sport nei ragazzi scoliotici e lo fa con numeri alla mano.

I più recenti vengono da uno studio retrospettivo condotto in collaborazione con l’Istituto Ortopedico Irccs Galeazzi e l’Università Statale di Milano. 511 i pazienti inclusi, selezionati da un campione di oltre 23 mila per rispondere ai criteri scelti: avere più di 10 anni, un angolo di Cobb tra 11° e 25° e uno score di Risser tra 0 e 2 e aver eseguito la visita di follow-up a 6 e 12 mesi e la radiografia di follow-up a 12±3 mesi.

Nessuno di questi ragazzi necessita di corsetto. Gli autori hanno quindi diviso i pazienti inclusi in due gruppi, quelli che hanno praticato uno sport nel periodo di follow-up (318) e gli altri (193), per poi metterne a confronto alcuni parametri e, in particolare, la progressione dell’angolo di Cobb di almeno 5° e il “fallimento terapeutico”, segnato dall’esigenza di indossare un corsetto.

I risultati sono interessanti: i ragazzi che non praticano sport hanno una maggiore probabilità di progressione di malattia (46%) e di fallimento terapeutico (47%), arrivando quindi a dover indossare un corsetto. E ciò vale sia nei bambini che negli adolescenti, sia nei maschi che nelle femmine, nonostante nel campione i maschi generalmente praticano sport più volte la settimana, mentre le femmine una sola.

Dati questi risultati, sarebbe utile suggerire ai pazienti con scoliosi di dedicarsi a un’attività sportiva non agonistica almeno una volta la settimana, rassicurandoli che questa non potrà incidere negativamente sulla loro salute. Anzi. L’attività sportiva è fondamentale a tutte le età, ma nei ragazzi serve per sostenere una crescita equilibrata. Rinunciarvi perché si soffre di scoliosi sarebbe un errore.

Questo studio non può certo dire quale sia il contributo di ogni singolo sport sulla protezione da scoliosi, perché nel campione la variabilità è molto alta. Il team di lavoro vorrebbe dedicare a questo tema uno o più lavori specifici.

(Lo studio: European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine 2023 Mar 09 DOI: 10.23736/S1973-9087.23.07489-0)