È stato pubblicato uno studio del Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Hong Kong in cui viene evidenziata una correlazione positiva tra flessibilità supina in adolescenti con scoliosi idiopatica che utilizzano il corsetto e progressione della curva scoliotica (Bone Joint J 2020;102-B(2):254-260).

Lo studio è di tipo retrospettivo e ha preso in considerazione 586 pazienti trattati con corsetto tra settembre 2008 e aprile 2013 presso lo stesso Dipartimento.
La richiesta era che la compliance al trattamento fosse buona, almeno di 16 ore.

Per ognuno di questi pazienti si è presa nota di alcune informazioni: l’angolo di Cobb, il tipo di curva e la localizzazione.
Questi dati sono stati ricavati da diversi tipi di radiografie: una postero-anteriore fatta in piedi prima dell’inizio del trattamento con corsetto; una in posizione supina dell’intera colonna, una in piedi all’inizio del trattamento con corsetto e una in piedi dopo il percorso con il corsetto.

La progressione della curva è stata testata utilizzando un modello di regressione logistica.
I ricercatori hanno così evidenziato che l’angolo di Cobb di partenza è simile nei pazienti con curve maggiori toraciche (31.6°) e lombari (30.3°), mentre la progressione è più comune nelle curve maggiori toraciche, arrivando ad angoli di Cobb di 40,5°.
Ciò nonostante l’uso del corsetto.

Ulteriori studi statistici hanno permesso di evidenziare quanto accennato sopra: un tasso di flessibilità più alto del 28% nelle radiografie in posizione supina può prevedere una progressione della curva anche con il corsetto.

Stefania Somaré

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