Al momento non esiste una tecnica standard per valutare la mobilità del tratto cervicale.
Uno studio, condotto da ricercatori del Laboratorio di Tecnologie della Neuroriabilitazione dell’Istituto Irccs San Camillo di Venezia e dell’Unità di Riabilitazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, ha voluto verificare l’efficacia della realtà virtuale immersiva in questo contesto (Pawel Kiper, Alfonc Baba, Mahmoud Alhelou, Giorgia Pregnolato, Lorenza Maistrello, Michela Agostini, Andrea Turolla. Assessment of the cervical spine mobility by immersive and non-immersive virtual reality. Journal of Electromyography and Kinesiology, Volume 51, 2020).

Lo studio è stato quindi allestito mettendo a confronto un sistema di valutazione basato su realtà virtuale immersiva con uno basato su realtà virtuale non immersiva.

35 i volontari sani sottoposti allo studio: tutti hanno dovuto ruotare, flettere, estendere, flettere lateralmente la testa.
I movimenti sono stati effettuati all’interno di un setting immersivo e non immersivo, anche se l’ordine era stabilito in modo casuale.

I parametri d’interesse sono stati registrati con un sistema di tracking elettromagnetico 6D: range of motion, numero di target completati, tempo d’esecuzione dell’esercizio, lunghezza spaziale, angolo.
I risultati delle analisi statistiche hanno indicato nella realtà virtuale immersiva lo strumento migliore per prendere misure accurate a livello della cervicale, anche se le stesse misure possono essere influenzate da più variabili dipendenti e indipendenti.

Stefania Somaré

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