Realtà aumentata e chirurgia spinale

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L’uso di sistemi di navigazione che sfruttano la realtà aumentata è una pratica che si sta diffondendo in ambiente chirurgico, perché consente una visione migliore della zona da trattare, con maggiore beneficio per il chirurgo e per il paziente.

Ricercatori afferenti al Karolinska University Hospital di Stoccolma hanno pubblicato su Operative Neurosurgery un articolo di presentazione di un nuovo sistema di navigazione per chirurgia spinale basato sulla realtà aumentata e installato all’interno di una sala chirurgica ibrida (Erik Edström, Gustav Burström, Rami Nachabe, Paul Gerdhem, Adrian Elmi Terander, A Novel Augmented-Reality-Based Surgical Navigation System for Spine Surgery in a Hybrid Operating Room: Design, Workflow, and Clinical Applications, Operative Neurosurgery, opz236).

Il sistema favorisce la visione tridimensionale dell’anatomia del paziente e facilita quindi l’inserimento delle viti peduncolari.

Il team ha strutturato un workflow composto da varie fasi, dall’esposizione chirurgica della sede da operare all’imaging necessario, dalla creazione automatica di modelli 3D al planning per la fissazione delle viti e per la guida degli strumenti durante l’intervento.
Il nuovo workflow è stato validato su 20 pazienti, 13 dei quali scoliotici.

Uno dei risultati dello studio riguarda il tempo richiesto per l’intervento: in media 6,5 ore circa. Solo l’8% del tempo è stato richiesto per l’imaging e la preparazione del software: questo significa che l’approccio può essere usato nei casi che richiedono particolare precisione per ridurre il rischio di complicazioni.

Stefania Somaré

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