Protesi e invaso, una ricerca statunitense

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Uno dei problemi principali nell’utilizzatore di protesi è la comodità dell’invaso, infatti, il moncone che vi si inserisce è estremamente sensibile e delicata. La persona amputata viene istruita perché sia in grado di prendersi cura del proprio moncone, ma la corretta indossabilità dell’invaso è un fattore importante. Per valutarla nel tempo, un gruppo di ricerca del Dipartimento di Bioingegneria e di Medicina Riabilitativa dell’Università di Washington ha sviluppato dei sensori induttivi flessibili, con diametro di 32 mm e meno di 0,2 mm di spessore, da inserire nell’invaso stesso.
Nei loro studi, gli stessi autori usano una combinazione di due sensori, uno volto a controllare l’uso della protesi nel tempo.

I sensori di questo tipo possono avere una serie di applicazioni, anche nella ricerca: sapere quando, dove e per quanto tempo il moncone si allontana dalla parete dell’invaso permetterebbe di caratterizzare al meglio il rapporto tra moncone e invaso stesso, fornendo indizioni rispetto all’uso che un utente fa della propria protesi.
Questo monitoraggio a lungo termine può fornire dati oggettivi da aggiungere alle percezioni dell’utente e dal suo rapporto con la protesi per comprendere meglio la storia del paziente stesso e fornire indicazioni, per esempio, per migliorarne il comfort o l’usabilità stessa della protesi.

Infine, ma non per importanza, i dati forniti da questa categoria di sensori può aiutare nel personalizzare al massimo il percorso del paziente.
Una volta realizzati, questi sensori devono però essere inseriti nella parete dell’invaso. I ricercatori hanno fornito indicazioni chiare di fabbricazione, includendo anche i costi. Occorre, infatti, che i sensori non modifichino la forma dell’invaso. Il tempo stimato per l’operazione è di poco più di sei ore.

Il primo passaggio consiste nella realizzazione dello strato più interno dell’invaso, in resina; quando questo è asciutto, si può procedere con le fasi successive, ovvero la scelta della sede del sensore, la preparazione della superficie dello stampo, la localizzazione della sede di antenna e plug, la preparazione dei fili e della componente elettronica dell’antenna, il posizionamento dell’antenna, il controllo del funzionamento dei sensori, posizionamento della spina del connettore e incapsulamento.

Una volta inseriti sensore e le altre componenti, occorre procedere con la realizzazione degli altri strati dell’invaso.
Secondo gli autori, bastano due impianti del genere per istruire un tecnico ortopedico a eseguirli al meglio, mentre tra materiali e componenti il costo per ogni invaso si aggira tra 58 e 75 dollari. Ogni passaggio è spiegato nel dettaglio, per dare modo di ripeterlo nella pratica lavorativa.

(Lo studio: Ballesteros, Daniel BS; Carter, Ryan V. BS; Allyn, Katheryn J. LCPO; Lanahan, Conor R. BS; Krout, Adam J. BS; Hafner, Brian J. PhD; Sanders, Joan E. PhD. Fabricating Sockets With Distance Sensors for Monitoring Prosthesis Use and Socket Fit. Journal of Prosthetics and Orthotics ():10.1097/JPO.0000000000000464, April 28, 2023. | DOI: 10.1097/JPO.0000000000000464)